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Uscire dall’Euro? Tornino loro al Deutsche Mark

Marco tedesco

Non dobbiamo uscire dalla moneta unica e rinunciare agli ideali europei ma spingere chi non li condivide a tornare a stampare la sua moneta

Tra grandi e persistenti difficoltà ci avviciniamo lentamente all’appuntamento delle elezioni europee. In molti stanno cavalcando il malcontento verso l’Europa che senza alcun dubbio dall’inizio della crisi è di fatto tornata ad essere semplicemente un mercato comune. Restammo letteralmente esterrefatti quando in sordina furono comunicati i dati ufficiali su quanto l’Europa aveva stanziato in favore del settore bancario: dal 2008 al 2012 ben 5mila miliardi di euro.

A fronte di una politica che gettava interi popoli nella miseria, dalla Grecia che veniva sottoposta a misure draconiane per un centinaio di miliardi di euro fino al prelievo forzoso nell’isola di Cipro per una decina di miliardi, come era conciliabile lo stanziamento di una cifra così enorme destinata a salvare il settore finanziario?

Tacciateci pure di populismo, ma anche noi siamo fortemente contrari ad una simile Europa. Non vorremmo apparire presuntuosi, ma a nostro avviso esiste una terza strada. Una alternativa rispetto alle due posizioni che si andranno a contrapporre, quella che difende la politica europea e propone di restare nell’euro per accettare diktat magari più morbidi e quella che invece propone di uscire dall’euro e tornare alla lira.

La terza via è quella di gettare tutto il peso di un grande paese come il nostro nel raccogliere alleanze con gli altri paesi del Sud per fare un grande passo in avanti e rimettere al centro gli ideali e le esigenze dei popoli europei. L’obiettivo da raggiungere non è quello di uscire dall’euro ma di costringere i paesi come la Germania che non condividono gli ideali di solidarietà tra i popoli ad uscire dall’unione e tornare a stampare il loro amato marco.

Trasferita la sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea, a differenza di tutte le altre nazioni del mondo, i paesi europei si trovano nella condizione di non disporre di una zecca che possa eventualmente stampare moneta per adempiere ai suoi obblighi di pagatore di ultima istanza. Il passo in avanti da compiere è quindi quello di superare questa assurda e penalizzante anomalia e ritornare alla normalità.

Stampare moneta per sopperire ad esigenze contingenti, come stanno facendo dall’inizio della crisi la Federal Reserve americana e la Bank of Japan, è un diritto inalienabile di ogni nazione, come assoluto diritto rimane la possibilità di emettere titoli di debito comuni, i cosiddetti “eurobond” contrastati con assurda determinazione da Berlino che evidenzia nei fatti come consideri le istituzioni europee come una mera camera di compensazione dove far prevalere unicamente i suoi interessi nazionali.

La terza via è quindi quella di andare avanti con forza verso una vera e profonda unione politica, economica e monetaria dell’Europa, lasciando a chi non condivide questa strada la possibilità di uscire e tornare alle proprie valute nazionali. Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e tutti i paesi che si riconoscono negli ideali dell’Europa unità vadano avanti con l’Euro e costringano i paesi che si oppongono a tornare ad una valuta germanocentrica.

Non siamo noi a dover uscire dall’euro, siano loro a farsi una nuova valuta o ritornino al marco germanocentrico.

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