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USA-RUSSIA: un’altra spy story

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I servizi russi arrestano un diplomatico americano a Mosca accusato di essere un agente che reclutava per conto della CIA

L’ambasciatore americano in Russia, Michael McFaul, ha avuto questa mattina un breve incontro presso il ministero degli Esteri russo, dove era stato convocato per spiegare la presenza del diplomatico statunitense sospettato si essere un agente reclutatore della CIA in territorio russo.

L’Ambasciatore dopo aver incontrato il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, ha dribblato i giornalisti senza rilasciare alcuna dichiarazione.

Il Servizio di Sicurezza Federale (FSB), l’ex KGB aveva rivelato ieri di aver arrestato l’agente della CIA Ryan C. Fogle, che secondo l’intelligence russa sotto la copertura di terzo segretario del dipartimento politico dell’ambasciata americana in realtà in cambio di una grossa somma di denaro aveva tentato di reclutare un esponente dei servizi segreti russi. Dopo l’interrogatorio il diplomatico era stato riconsegnato all’Ambasciata degli Stati Uniti, Mosca ha dichiarato il diplomatico come persona non gradita e ne ha chiesto l’espulsione il prima possibile.

Il ministero degli Esteri russo ha denunciato questo episodio come una sfida degna della guerra fredda che non aiuta a rafforzare la fiducia reciproca. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno semplicemente confermato il breve arresto di un dipendente della loro ambasciata: «Possiamo confermare che un membro del personale della Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca è stato brevemente arrestato e poi rilasciato. Abbiamo letto il comunicato del ministero degli Affari Esteri russo ma non abbiamo nulla da aggiungere al momento» ha dichiarato il vice portavoce del Dipartimento di Stato, Patrick Ventrell.

La questione segna quindi il minimo nelle relazioni Russia-USA dal ritorno nel maggio del 2012 per il terzo mandato al Cremlino di Vladimir Putin, un ex agente del KGB.

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