Pages Navigation Menu

Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

USA-Iran: la diplomazia va appoggiata dalla pressione militare

chuck_hagel

Il Segretario alla Difesa Chuck Hagel mostra i muscoli per intimorire Teheran e rassicurare gli alleati nel Golfo

Nonostante il recente accordo con l’Iran sul suo programma nucleare, gli Stati Uniti manterranno una forte presenza militare nel Golfo. Infatti sono ben 35.000 gli uomini stanziati nella regione, forze dotate di carri armati, elicotteri Apache, vettori aerei e unità navali.

«Non intendiamo modificare la nostra presenza dentro e intorno al Golfo» – ha dichiarato oggi il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Chuck Hagel mentre si trovava nel Bahrein durante il suo viaggio destinato a rassicurare gli alleati del Golfo preoccupati dal nuovo scenario diplomatico tra Teheran e Washington

Non ha mancato di elencare in dettaglio le armi e le risorse militari che resteranno dispiegate nella regione: «Abbiamo forze di terra, di aria e navali con più di 35.000 soldati nel Golfo e nelle sue immediate vicinanze. Di queste 10.000 soldati con carri armati ed elicotteri Apache, 40 navi e una portaerei, sistemi di difesa missilistici, radar avanzati, droni di sorveglianza ed aerei militari che possono essere immediatamente operativi»

Il Segretario alla Difesa si è riferito apertamente anche alle bombe “bunker” progettate per penetrare obiettivi sepolti in profondità, come quelli che molto probabilmente ricoverano i siti legati ai progetti nucleari iraniani: «Nella zona abbiamo implementato i nostri aerei militari più moderni, tra cui gli F-22, per assicurare che siamo in grado di rispondere rapidamente a qualsiasi eventualità – ha sottolineato Hagel – Se a tutto questo aggiungiamo la disponibilità di particolari e più avanzate testate, nessun obiettivo è fuori dalla nostra portata».

Da Manama il Segretario alla Difesa ha lanciato un vero e proprio avvertimento considerando come il processo diplomatico in corso con l’Iran sul ​​suo controverso programma nucleare dovrà essere sostenuto dal potere dissuasivo della forza militare degli Stati Uniti: «Sappiamo che la diplomazia non può operare nel vuoto. Il nostro successo continuerà a dipendere dal potere militare degli Stati Uniti e dalla credibilità delle garanzie offerte ai nostri alleati e partner in Medio Oriente».

Rispondi