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Tragedia nel campo profughi

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In Thailandia oltre 40 vittime e centinaia di feriti in un incendio scoppiato in un campo profughi che ospita donne, anziani e bambini rifugiati birmani

Un incendio scoppiato venerdì in un campo di rifugiati birmani nella Thailandia settentrionale, ha causato almeno 42 morti e centinaia di feriti. Purtroppo è un bilancio destinato ad aumentare visto che sono oltre un centinaio le abitazioni di fortuna che sono state distrutte. «La maggior parte delle vittime sono donne, anziani e bambini. Circa 200 persone sono rimaste ferite», ha dichiarato un funzionario Thailandese che ha riferito che l’incendio è scoppiato verso le ore 16:00 (alle 10:00 ora italiana) all’interno del Mae Surin, un campo profughi che ospita circa 3.700 rifugiati nella provincia di Mae Hong Son. Sono state necessarie circa due ore per domare l’incendio probabilmente causato da un fuoco di cottura.

Sono una dozzina i campi profughi in Thailandia lungo il confine birmano che ospita le persone in fuga dai combattimenti ormai decennali tra l’esercito regolare e i diversi gruppi ribelli delle minoranze etniche del Paese.

Campi che teoricamente dovevano essere temporanei, ma in realtà sono stati creati a metà degli anni Ottanta e che dall’ultimo censimento svolto dalle ONG internazionali nello scorso mese di febbraio i campi ospitano complessivamente circa 130.000 persone, di cui solo 80.000 hanno ottenuto lo status ufficiale di rifugiato. La stragrande maggioranza dei rifugiati appartengono alla minoranza etnica Karen.

Il nuovo governo birmano ha firmato un cessate il fuoco con i ribelli delle minoranze etniche, compresi i ribelli Karen ma i profughi non hanno ancora potuto fare rientro in patria. Dopo lo scioglimento nel marzo del 2011 della giunta birmana e l’arrivo al potere di un governo riformista formato da ex militari, la Thailandia ha annunciato l’intenzione di chiudere i campi appena la situazione dall’altra parte del confine tornerà ad essere sicura.

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