Pages Navigation Menu

Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

La Testata

[wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Alexandre Dumas fonda a Napoli nel 1860 “L’Indipendente” nome suggerito da Giuseppe Garibaldi

 

Dopo un lungo oblio riprendono nel 1991 a Milano le pubblicazioni de L’Indipendente a Milano, testata e taglio ispirate al giornalismo anglosassone

 

La più recente pubblicazione è quella romana de “Le cronache de L’Indipentente” in edicola fino al 2007

[/wpcol_1third]

[wpcol_2third_end id=”” class=”” style=””]

La storia dell’Indipendente

Una lunga storia, un nome di testata piuttosto travagliato. Per la prima volta fu dato alle stampe a Venezia, come foglio politico tra il 1848 e il 1849. L’Italia era ancora divisa e un altro L’Indipendente fu fondato a Napoli da Michele Pironti e Francesco Trinchera il 4 dicembre 1848 ma anche questo cesso le pubblicazioni il 30 marzo 1849.

Qualche anno dopo è la volta di Torino dove guidato da Giovanni La Cecilia visse dal 7 dicembre 1856 al 31 dicembre 1858.
Ma L’Indipendente a cui ci ispiriamo è quello fondato a Napoli da Alexandre Dumas (padre) nel 1860, nato per sostenere gli ideali illuministi e l’Unità d’Italia il cui nome fu suggerito direttamente a Dumas da Giuseppe Garibaldi.

“Il giorno che segui il combattimento di Milazzo, io ero a bordo del Tuckery col Generale Garibaldi, allorché Egli ad un tratto mi disse:
– Dumas, voi dovete fare un giornale. – Datemi il titolo, Generale, gli risposi; non mi manca che questo per cominciarlo. Egli prese la penna, un pò di carta, e scrisse:
Le Journal, que va fonder mon ami Dumas, portera le beau titre d’Indépendant et il méritera d’autant mieux ce titre qu’il frappera sur moi tout le premier, si jamais je m’ecarte de mess devoir d’enfant du peuple et de soldat humanitaire.”

L’Indipendente più avanti fu anche un quotidiano irredentista fondato a Trieste il 4 giugno 1877 e continuò ad esistere fino al 24 marzo del 1923. Poi un lungo oblio, non ha raccontato la cronaca del ventennio fascista, la seconda guerra mondiale, la conquista della Luna.

Tornò nelle edicole nel novembre del 1991. L’idea dell’editore Andrea Zanussi, era quella di realizzare un quotidiano all’inglese in Italia, che mancava sul mercato. La direzione venne affidata a Ricardo Franco Levi, giornalista economico. Il quotidiano non riportava nessuna notizia di cronaca in prima pagina, effettuando una rigorosa selezione delle notizie. Purtroppo la formula non incontrò un successo di pubblico: le vendite non superarono le 40.000 copie. Già nel febbraio 1992 si verificò il primo cambiamento di rotta: la direzione passò a Vittorio Feltri, che rivoluzionò l’impostazione del giornale e, cavalcando la protesta del periodo di Tangentopoli, ottenne un ampio riscontro di vendite portando L’Indipendente a sfondare quota 100.000 copie. Presto si interessò di Feltri la grande stampa: infatti nel 1994 si verificò il suo passaggio a Il Giornale. Da quel momento L’Indipendente cominciò a perdere copie inesorabilmente. Venne prima affidato a Pia Luisa Bianco, mai stata direttrice nella sua carriera, che non riuscì a risollevarlo. Siccome la testata rischiava di chiudere venne tentato il tutto per tutto chiamando alla direzione il popolare conduttore televisivo Gianfranco Funari. L’Indipendente cessò le pubblicazioni.

La testata rinacque una prima volta nel 1997 sotto la direzione di Gianluigi Da Rold e di Diego Landi poi. La proprietà del giornale venne rilevata da un gruppo di soci, tra cui Italo Bocchino, Francesco Casoli e Lucio Garbo. Ne seguì il trasferimento della sede da Milano a Roma. Il quotidiano tornò in edicola nel 2004 con una nuova testata Cronache de L’Indipendente: il direttore era Giordano Bruno Guerri. Nel febbraio 2005 la direzione passò a Gennaro Malgieri. L’ultimo rilancio venne effettuato il 3 ottobre 2006 con l’arrivo dell’ex inviato di Panorama, Antonio Galdo. Galdo fu l’ultimo direttore de L’Indipendente. A fine ottobre 2007 il quotidiano fu rilevato dalla società Occidente SpA, controllata dalla Fondazione Liberal, presieduta da Ferdinando Adornato. Ma la testata fu assorbita da Liberal quindi le pubblicazioni cessarono a metà dicembre del 2007.

A giugno del 2012 anche Liberal è passato alla sola edizione digitale e l’11 ottobre del 2012, esattamente a 152 anni da quello fondato da Dumas, il giornale risorge come “Il Quotididiano Indipendente” realizzato con le nuove tecnologie nella versione online e nella edizione sfogliabile su iPad.
Lo spirito è quello di lanciare anche in Italia l’esperienza che nei paesi anglosassoni, grazie alle nuove tecnologie, ha portato a fenomeni come ProPublica, insignita del Premio Pulitzer. Non esistendo alle spalle un vero e proprio editore, espressione di potentati economici o politici, si lascia spazio ad una informazione libera e indipendente per un giornalismo realmente al servizio del pubblico interesse.
[/wpcol_2third_end]