Pages Navigation Menu

Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Suicidio economico

eurogermania

L’Italia peggiora, la Germania stagna e anche la Francia entra in recessione, mentre il Giappone vola

Nel primo trimestre del 2013 in nostro prodotto interno lordo si è ridotto più del previsto segnando un calo dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Lo ha appena annunciato l’Istat che conferma la recessione della nostra economia al -2,3%.
Questo è il settimo trimestre negativo consecutivo, da anni ormai ogni volta la previsione di crescita viene spostata in avanti, ora è attesa nel 2014.

Ma anche il prodotto interno lordo tedesco è tutt’altro che quello di una locomotiva. L’Ufficio federale di statistica ha pubblicato oggi le previsioni per il primo trimestre del 2013: l’economia tedesca è ancora in terreno positivo, ma segna solo un misero 0,1%.

«Questa lenta crescita è in gran parte dovuta all’insolitamente lungo e freddo inverno» dice l’Ufficio federale che ha anche rivisto per la seconda volta al ribasso i dati del quarto trimestre del 2012, secondo i nuovi dati l’economia tedesca si è contratta allo 0,7 % negli ultimi tre mesi dello scorso anno.

Insomma, la colpa sarebbe tutta del meteo ma analizzando i dati ufficiali del primo trimestre, si nota invece che gli impulsi positivi sono venuti dalle famiglie e dai loro consumi, mentre gli investimenti delle imprese hanno continuato a diminuire ed il commercio estero non ha avuto praticamente alcun effetto sulla crescita.

Non sono buone notizie per la cancelliera tedesca Angela Merkel, che impegnata nella campagna per ottenere un terzo nelle elezioni del prossimo settembre, sta cercando in ogni modo di lucidare la sua immagine. Oltre ad un libro nelle ultime settimane ha iniziato a rilasciare delle controllate confessioni sulla sua vita privata.

Angela in un uomo ama i “begli occhi”, parla del suo nonno polacco, e non ha paura delle notti insonni. Non è mai stata a capo della propaganda dell’organizzazione giovanile della Germania Est di cui ha fatto parte, come hanno invece sostenuto alcuni giornalisti.

Queste sono alcune delle confessioni rese pubbliche da quella che è considerata la donna più potente d’Europa. Un rigida matrigna per i suoi detrattori, un leader sottile e pragmatico per i suoi sostenitori, ma al di là dei luoghi comuni la personalità di questa 58enne resta sfuggente.

«La Merkel è generalmente considerata come qualcuno che è sempre riuscito a mantenere la sua vita privata fuori dalla politica – sottolinea il politologo Probst Lothar, dell’Università di Brema – Ora vediamo come la Merkel ha iniziato un cambiamento e con piccoli tocchi, si apre per rivelare di più il suo lato umano»

Secondo gli analisti l’aprire le porte della sua vita privata prima delle elezioni parlamentari del 22 settembre è un processo che può contribuire ad umanizzarla ma anche giocargli brutti scherzi. Il suo nuovo volto gli elettori l’hanno scoperto quando ha iniziato a parlare liberamente in occasione di un forum organizzato da “Brigitte”, una rivista femminile, la “cancelliera di ferro” ha entusiasmato il pubblico paragonandosi ad un cammello che archivia risorse per affrontare le lunghe notti dei vertici europei.

Questo cambio di strategia denota una certa debolezza, la Merkel non può spendere come una volta e puntare tutto su argomenti razionali e numeri efficaci, deve ricorrere alle suggestioni. Infatti, il politologo dell’Università di Bonn, Volker Kronenberg, ha parlato una offensiva mediatica «altamente coreografica… niente è autentico. Si può essere certi che nel circolo del suo staff, ogni storia è discussa cinque volte prima di essere consegnata in tutta sicurezza all’opinione pubblica. Tutto è assolutamente e meticolosamente controllato».

E le cose non vanno bene neanche per Francois Hollande, la Luna di miele con il suo elettorato è finita da tempo e il presidente francese oggi ha uno dei peggiori livelli di consenso mai registrato nella storia della Repubblique. Anche la Francia è entrata formalmente in recessione con il calo dello 0,2% del prodotto interno lordo nel primo trimestre, dopo un calo di analoga entità nel corso dell’ultimo trimestre del 2012. Anche questo è un dato annunciato oggi dall’Istituto Nazionale di Statistica e degli studi economici francese.

La cattiva notizia economica aumenta la pressione sul presidente socialista, che oggi si è incontrato a Bruxelles con la Commissione europea, alla vigilia di una annunciata conferenza stampa durante la quale si prevede riaffermerà le sue scelte politiche ed economiche.

E mentre l’Europa stagna il Giappone spicca il volo: la borsa di Tokyo ha ripreso i valori pre-crisi segnando un livello nelle quotazioni mai raggiunto negli ultimi cinque anni, e l’indice di fiducia dei consumatori giapponesi è salito di nuovo di altri 1,4 punti nel solo mese di aprile, grazie al rinnovato e franco ottimismo generale per le politiche economiche del primo ministro Shinzo Abe, che si è attivato su tutti i fronti possibili per rilanciare i consumi, l’inflazione e il credito alle famiglie e imprese.

I prossimi vertici europei dovrebbero segnare una svolta, invertire la rotta che sta portando al suicidio economico, seguire l’esempio giapponese per dare una scossa alle proprie economie, ma il tutto è condizionato ancora una volta alle esigenze della Germania che ha già messo le mani avanti. Berlino dice no agli Eurbond, critica la politica monetaria della BCE, rimanda la partenza dell’unione bancaria. Le uniche concessioni sono per provvedimenti di immagine, come i 6 miliardi di aiuti alle aziende che assumeranno giovani. Difficilmente Hollande, Rajoy e Letta riusciranno ad imporre la svolta necessaria prima della tornata elettorale tedesca del 22 settembre. L’Europa sta vivendo una crisi profonda e senza precedente e nei prossimi mesi la situazione potrà solo peggiorare. Non ci resta che sperare che in autunno sia ancora possibile rianimarla.

Rispondi