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Stati Uniti: restano pochi giorni per l’accordo sul bilancio

USCONGRESS

La maggioranza repubblicana al Congresso si divide e non approva il “piano B” di Boehner. Obama spinge per l’accordo bipartisan ma il “fiscal cliff” si avvicina

Il presidente del Congresso degli Stati Uniti, il repubblicano John Boehner, non è riuscito ieri a convincere tutti i membri del suo partito a votare per il cosiddetto “Piano B” sul bilancio. La misura aveva lo scopo di aumentare la pressione su Barack Obama e quindi strappargli concessioni a dieci giorni dal “fiscal cliff”, il cosiddetto baratro fiscale che il presidente democratico ed la maggioranza repubblicana devono evitare con un accordo entro il 31 dicembre per scongiurare un automatico e generalizzato aumento delle tasse e la drastica riduzione della spesa federale, fattori che potrebbero far precipitare nella recessione l’economia degli Stati Uniti .

A fronte dello stallo nei negoziati, John Boehner aveva deciso di votare alla Camera dei Rappresentanti un “piano B” anche se il presidente Obama aveva preannunciato il suo veto. Ma molti repubblicani si sono opposti e l’operazione non è andata in porto.

La Camera dei Rappresentanti potrebbe ora ritornare sulla questione il prossimo 27 dicembre, per votare un nuovo piano i cui contorni sono ancora tutti da definire. Ma ora il divario tra presidente e repubblicani è decisamente ridotto, Obama infatti propone tasse più alte per i redditi oltre i 400.000 dollari l’anno, mentre il “piano B” era per importi superiori al milione, ed entrambi riconoscono la necessità di intervenire per evitare da gennaio l’aumento delle tasse che peserebbe in media per circa duemila dollari di maggior prelievo fiscale su ogni singolo cittadino americano.

«Il presidente lavora con il Congresso per raggiungere un accordo e speriamo di trovare rapidamente una soluzione bipartisan che protegga la classe media e la nostra economia» ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney subito dopo l’annuncio dell’abbandono del piano di riserva dei repubblicani.

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