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Spaghetti Story

Il film indipendente che sfida i cine-panettoni di Natale offrendo uno spaccato generazionale fresco e ironico che guarda al futuro con gli occhi dei trentenni di oggi

Una vera sorpresa di Natale, un film che nel primo fine settimana di programmazione nei pochi cinema in cui è uscito ha spodestato il cinepanettone “Colpi di fortuna”. Ad ogni fine proiezione il film viene salutato dagli applausi spontanei del pubblico, Sold out al Nuovo Cinema Aquila, file e grande partecipazione di pubblico anche al Tiziano di Roma e al Quantestorie di Manziana.

Un film totalmente indipendente, in cui il bravissimo regista Ciro De Caro racconta la sua generazione, quella che troppo spesso viene dimenticata dalle cosiddette “commedie giovanili”. Un film che dimostra come anche con un low-budget è possibile realizzare un prodotto di assoluta qualità. «Un amore per i personaggi così sincero da destare ammirazione» scrive Jean Roy su l’Humanité mentre per Olga Kuznetsova, critica cinematografica della prestigiosa Izvestia Spaghetti Story «è una boccata d’aria fresca».

Il giovane regista ci rivela di aver rifiutato offerte di produttori che volevano investire sul progetto a condizione di inserire nel cast attori famosi: «Ho preferito offrire opportunità a persone, che proprio come a me, vengono offerte davvero raramente». De Caro è quindi andato per la sua strada, ha prodotto la pellicola ed ha ottenuto un riscontro positivo all’estero, dal Moscow International Film Festival al Reykjavik International Film Festival dal Krakow Off Plus Camera al Dhaka International Film Festival.

Non poteva essere altrimenti, la qualità non passa inosservata e questo film a pieno titolo entra nel solco della commedia italiana di qualità. Come sosteneva Michelangelo Antonioni «Arte fondamentalmente figurativa, il cinematografo come la pittura ha il suo mezzo di rappresentazione formale nell’apparenza esterna della natura degli individui, purché lasci trasparire la loro interiorità». La regia non sembra quella di un esordiente ma piuttosto quella di un vecchio saggio della macchina da presa. La recitazione non é mai teatrale, né letteraria né psicologistica. Sin dalle prime scene siamo rimasti subito colpiti e che «L’autore fa propria la migliore tradizione della commedia all’italiana» lo sostiene anche Valery Kichin del Live Journal.

Non poteva passare inosservato anche nella Penisola, dove è stato selezionato per le Giornate del Cinema di Napoli al Rome Independent Film Festival e al San Marino Film Festival dove è stato premiato con il Titano d’Argento Amarcord per la Miglior Regia.

Finalmente è approdato anche nei cinema italiani e grazie al coraggio della Distribuzione Indipendente dal 19 dicembre si confronta con i cine-panettoni di Natale. Un film che entra nelle vite dei ragazzi e dei giovani adulti di oggi e ne fa un ritratto onesto, veritiero, ironico ed emozionante. Una gran bella commedia che pur non cadendo mai nella banalità non manca di divertire.

Il titolo, non a caso, fa riferimento ad un modo tutto italiano di fare le cose, “SPAGHETTI”: un modo semplice, economico, anche povero se vogliamo, ma non per questo privo di creatività, ingegno, passione, emozione. Un modo per far sì che, in questo periodo di crisi, le storie non restino nei cassetti; per far sì che i film “commerciali” non siano i soli a vedere la luce; un modo per evitare che la creatività soccomba alla mancanza di risorse.

Come diceva Luis Buñuel«Il cinema è un’arma magnifica e pericolosa se a maneggiarla è uno spirito libero». Questo è proprio il caso del giovane De Caro: «Mi piacerebbe che guardando questo film, altri registi, giovani e meno giovani, si sentano invogliati a seguire la mia stessa strada, scavalcando i falsi ostacoli che li bloccano, e guardando alla mancanza di mezzi non come ad un limite, ma piuttosto come ad un’opportunità che ne stimoli ancor più la creatività e ne garantisca la libertà di espressione».

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Il film segna l’esordio sul grande schermo anche di Valerio Di Benedetto e Christian Di Sante i protagonisti maschili nei rispettivi ruoli di Valerio e di Scheggia mentre le due protagoniste femminili erano già apparse al cinema.

Nel ruolo di Serena troviamo infatti la brava e bella Sara Tosti che aveva esordito nel 2008 nel film “Giulia non esce la sera” di Giuseppe Piccioni mentre la stupenda Rossella D’Andrea che interpreta il ruolo di Giovanna era apparsa per la prima volta nel 2006 in “Mare Nero” di Roberta Torre.

Il film si sviluppa attorno alle vicende di Valerio, Scheggia, Serena e Giovanna che sembrano avere le idee chiare su chi sono e cosa vogliono, ma di fatto restano ingabbiati nei loro schemi mentali in cui ognuno di loro giudica l’altro ma è cieco di fronte alle proprie esigenze e potenzialità.

Poi, ad ognuno si presenta quella che sembra l’opportunità della vita. Valerio ottiene il provino che può far svoltare la sua carriera mentre Scheggia entra in affari con la mafia cinese. Serena scopre di aspettare un bambino mentre Giovanna ha l’opportunità di partecipare ad un format TV. Ma vincere vuol dire osare, spezzare le proprie resistenze: per Valerio vuol dire lasciarsi andare, per Giovanna aprirsi agli altri, per Scheggia mettersi a nudo, per Serena chiedere aiuto. E quando un giorno una giovane cinese entra a far parte delle loro vite, tutto è costretto a cambiare rapidamente.

Perché Mei Mei – interpretata da Deng Xueying – non è schiava di se stessa, ma solo di chi la costringe a vendere il proprio corpo e il suo animo limpido può far da specchio all’animo di ciascuno di loro. E allora, chissà, forse Valerio, Serena, Giovanna e Scheggia potranno scoprire che poter donare la libertà vuol dire, prima di tutto, essere liberi…

Forse ingannati dalla semantica, molti di coloro che scrivono di cinema interpretano come imprescindibile necessità quella di inserire nei loro articoli anche qualche “critica”. Tutti lo salutano come un bel film, ma ci vogliamo dissociare da chi si dichiara deluso lamentando il finale positivo. Anche per i critici cinematografici risulta piuttosto difficile liberarsi dagli schemi, ma ai nostalgici della Nouvelle Vague ricordo che anche per Jean-Luc Godard «il cinema è innanzitutto l’espressione dei bei sentimenti».

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Spaghetti Story

Un film di Ciro De Caro

Con Valerio Di Benedetto, Christian Di Sante, Sara Tosti, Rossella D’Andrea, Deng Xueyng, Tsang Wei Min, Giancarlo Fares, Claudia Vismara, Piersandro Buzzanca, Marisa Scoccia

IN PROGRAMMAZIONE

 
IN PROGRAMMAZIONE FINO AL 22 GENNAIO

NUOVO CINEMA AQUILA

Via L’Aquila 68 – Roma
Orario:
Giovedi: ore 16:30/18:00/22:45
Venerdi: ore 16:30/18:00/22:45/00:00/02:00
Sabato: ore 16:30/18:00/22:45
Domenica: ore 16:30/22:45
Lunedi: ore 16:30/22:45
Martedi: ore 16:30/18:00/22:45
Mercoledi: ore 16:30/18:00/22:45

 

DAL 22 GENNAIO IN PROGRAMMAZIONE

CINE-TEATRO QUANTESTORIE

Via IV Novembre 68 – Manziana (RM)

Orario:
Ogni mercoledì ore 17.30/19.30

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