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Siria: riunione segreta a Londra

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Il premier Cameron avrebbe organizzato un incontro tra esperti militari americani, francesi, turchi, giordani del Qatar e degli Emirati Arabi per dare un aiuto strategico e sostenere i ribelli siriani/h3>

Alti funzionari delle forze armate di diversi paesi si sarebbero incontrati in maniera estremamente riservata negli scorsi giorni a Londra per analizzare e discutere del conflitto siriano. Lo rivela ad un quotidiano inglese una fonte diplomatica britannica. L’incontro, avrebbe visto la partecipazione dal generale David Richards, comandante delle forze armate britanniche, di un generale americano e di alti funzionari militari francesi, giordani, turchi, del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti.

La stessa fonte diplomatica che ha confermato che effettivamente l’incontro ha avuto luogo, ha anche assicurato che le discussioni non si sono incentrate su una possibile azione militare contro il regime del presidente Bashar al-Assad.

«Hanno condiviso le loro diverse analisi sulla situazione sul terreno, ma non hanno esplorato questioni legate ad un intervento militare» ha dichiarato la fonte anonima ripetendo che non c’è nessun piano di intervento militare.

Durante l’incontro, che sarebbe stato organizzato su iniziativa del primo ministro britannico David Cameron, avrebbero invece concentrato la loro attenzione per discutere sulle modalità dettagliate e strategiche per sostenere ed aiutare concretamente i ribelli che combattono il regime siriano.

Questa non è certo una buona notizia per il regime di Assad. Il Regno Unito, la Francia e gli Stati Uniti si sono infatti impegnati a non intervenire in Siria, ma non è affatto escluso che partecipino con i loro esperti per allestire dei campi di addestramento dei ribelli, che probabilmente saranno allestiti in Turchia.

Il ministero della Difesa britannico non ha confermato la notizia, ribadendo l’impegno del Regno Unito in favore di una soluzione diplomatica, precisando però che: «In assenza di una soluzione politica e diplomatica, per salvare vite innocenti in Siria, non escludiamo alcuna opzione in conformità al diritto internazionale».

Il portavoce del Regno unito ha quindi confermato di discutere una serie di alternative con i suoi partner, tra cui gli Stati Uniti, senza dare ulteriori precisazioni. Si è parlato di Siria anche nell’incontro di martedì tra il premier David Cameron ed il re di Giordania Abdullah II, in visita in Gran Bretagna. Downing Street ha infatti dichiarato che i due hanno convenuto sulla necessità di un’azione internazionale per porre fine al conflitto e favorire una transizione politica. Regno Unito e Giordania convengono sulla necessità di sostenere la nuova coalizione di opposizione siriana, che continua ad affermarsi come una credibile alternativa, aperta e democratica al regime del presidente Assad.

a settimana scorsa, rispondendo alla domanda sulla possibilità della partecipazione del suo paese ad un intervento militare, il ministro degli Esteri britannico William Hague aveva risposto che il governo britannico non ha escluso alcuna opzione, ma che continua a sostenere una transizione pacifica.

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