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Siria: Al-Baghdadi cambia rotta

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Dopo aver annunciato che li avrebbe schiacciati il capo dei jihadisti dello Stato Islamico in Iraq e Levante chiede ai ribelli ex-alleati di cessare i combattimenti per rivolgere le armi contro il nemico comune e torna a minacciare l’America

Lo Stato Islamico in Iraq e nel Levante, il gruppo jihadista legato ad Al-Qaeda che si pone come obiettivo quello di realizzare un grande califfato islamico riunendo Siria e Iraq in un unico territorio in cui imporre la Sharia ha chiesto ai ribelli ex-alleati ribelli di porre fine ai combattimenti.

Il capo del SIIL, Abu Bakr al-Baghdadi ha lanciato l’appello a concentrarsi nella lotta contro il regime siriano. Lo scorso 3 gennaio, diversi gruppi di ribelli siriani hanno lanciato una offensiva contro l’ex alleato accusato di voler imporre la propria egemonia, combattimenti che hanno causato oltre 1.100 morti nelle ultime settimane nel nord della Siria.

Al-Baghdadi che inizialmente aveva dichiarato di voler schiacciare i combattenti dell’opposizione siriana e di considerare i bracci armati della Coalizione Nazionale siriana bersagli legittimi alla stregua dell’esercito siriano di Assad, ora ha innestato la marcia indietro e cerca di recuperare i suoi ex-alleati.

Dopo aver accusato i gruppi ribelli di aver pugnalato alla schiena l’SIIL Al-Baghdadi ora chiede ai suoi combattenti di perdonare i ribelli e di concentrasi contro il comune nemico del popolo sunnita, senza dimenticare di lanciare l’ennesimo avvertimento agli Stati Uniti: «Attenta America, la guerra per procura non vi proteggerà e presto sarete costretti ad un confronto diretto. I figli dell’Islam si stanno preparando per quel giorno»

Il messaggio rivolto agli ex-alleati e le minacce all’America arrivano a pochi giorni dall’apertura della Conferenza di Pace “Ginevra II” alla quale dopo mesi di resistenze ha deciso di partecipare anche l’opposizione siriana. I lavori inizieranno il prossimo mercoledì 22 gennaio a Montreux, in Svizzera, dove si cercherà una soluzione politica al conflitto siriano che ha causato più di 130.000 vittime in quasi tre anni di scontri.

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