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Shinzo Abe visita il controverso santuario shintoista

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La Cina protesta per l’omaggio del premier giapponese allo Yasukuni Shrine di Tokyo

Esattamente ad un anno dal suo ritorno al governo, il premier giapponese  Shinzo Abe ha pregato e reso omaggio alle anime del santuario shintoista nel cuore di Tokyo.  Vestito di frac riservato alle più solenni occasioni Abe ha depositato due mazzi di fiori e un bianco cuscinetto: «Ho scelto questo giorno per celebrare il mio primo anno in carica e per riaffermare la mia assoluta determinazione affinché mai nessuno più soffra a causa della guerra».

L’unico premier ad avere fatto visita allo Yasukuni era stato Junichiro Koizumi il 15 Agosto del 2006  nell’anniversario della resa del Giappone alla fine della seconda guerra mondiale. Il santuario infatti onora le anime di 2,5 milioni di soldati giapponesi morti durante le guerre moderne. Dal 1978 quando tra le anime omaggiate risultarono presenti i nomi di 14 soldati condannati dagli alleati come criminali di guerra, tra i quali il generale Hideki Tojo che lanciò l’attacco a Pearl Harbor del 1941, il santuario gode nel mondo occidentale di una controversa reputazione, ma è soprattutto il ricordo delle atrocità commesse dalle truppe imperiali giapponesi durante la colonizzazione della penisola coreana (1910-1945) e nell’invasione della Cina (1931-1945 ) che rende alla Cina  e alla Corea del Sud avverso e persino “odiato” questo santuario, e infatti sono proprio i rappresentanti di questi due popoli asiatici a protestare ufficialmente ogni volta che funzionari del governo giapponese vi si recano in visita ufficiale.

Infatti la prima formale reazione arriva dal direttore generale degli affari asiatici del ministero degli Esteri cinese, Luo Zhaohui, che ha definito la visita di Abe come «assolutamente inaccettabile per il popolo cinese . Il Giappone ne sopporterà le conseguenze».

Poco dopo è intervenuto anche Qin Gang, il portavoce del ministero degli Esteri cinese: «senza alcun riguardo per la Cina, Shinzo Abe ha visitato il santuario Yasukuni. Il governo cinese esprime la sua profonda rabbia contro i leader giapponesi per il loro disprezzo per i sentimenti del popolo cinese. Esprimiamo una forte condanna alla glorificazione della storia di aggressione militarista e di dominio coloniale del Giappone.»

I cinesi sottolineano come questo gesto pregiudichi le già difficili relazioni tra i due paesi: «Se Abe volesse davvero migliorare le relazioni con i suoi vicini in Asia dovrebbe andare ad omaggiare le vittime del massacro di Nanjing piuttosto che visitare lo Yasukuni»

Le autorità cinesi si riferiscono al Nanjing Memorial che ricorda il massacro di 200/300 mila vittime causato dalle truppe giapponesi nel 1937. L’invasione della Cina da parte del Giappone negli anni Trenta ha lasciato sul campo diversi milioni di morti nella popolazione cinese ed è stata caratterizzata da diffuse atrocità compiute dalle truppe imperiali giapponesi.

Le relazioni tra Cina e Giappone si sono fortemente deteriorate negli ultimi mesi a causa della disputa territoriale sulle isole disabitate nel Mar Cinese orientale, in particolare delle isole di Senkaku, amministrate dal Giappone ma rivendicate da Pechino.

E se la Cina è in collera per il gesto del premier giapponese, la Corea del Sud esprime rabbia: «Non possiamo fare a meno di lamentare e di esprimere la nostra rabbia per la visita del primo ministro allo Yasukuni Shrine» ha dichiarato il ministro della Cultura sud coreana, Yoo Jin- Ryong che ha sottolineato come «questa visita rappresenta un comportamento anacronistico che danneggia profondamente non solo il rapporto tra la Corea e il Giappone, ma anche la stabilità e la cooperazione nell’Asia nordorientale».

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