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Shane Todd: Singapore riapre il caso

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Nuova inchiesta per fare luce sulla misteriosa morte dell’ingegnere americano ritrovato impiccato nel giugno del 2012

Una inchiesta è stata aperta oggi a Singapore sulla morte di un ricercatore americano la cui famiglia è convinta sia stato ucciso perché lavorava ad un sensibile progetto di apparecchiature di telecomunicazione per il gigante cinese Huawei.

Più di sessanta testimoni saranno quindi ascoltati durante le udienze pubbliche programmate fino al 28 maggio per cercare di chiarire le circostanze del decesso, avvenuto nel giugno del 2012, dell’ingegnere americano, Shane Todd, trovato impiccato nel suo appartamento a Singapore.

Secondo i risultati dell’autopsia ufficiale il ricercatore americano di 31 anni si sarebbe suicidato, ma i parenti ritengono invece che sia stato ucciso. Secondo i genitori infatti, il ricercatore americano aveva chiaramente espresso di temere per la sua vita dopo aver lavorato ad un progetto altamente sensibile per conto di un’ente pubblico cinese, l’IME, Istituto di Microelettronica.

Il progetto era strettamente legato al colosso Huawei, il secondo più grande fornitore di apparecchiature di telecomunicazione al mondo, che ha stretti e diretti legami con il governo di Pechino e secondo alcuni membri del Congresso americano rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. «Noi crediamo che nostro figlio è stato ucciso» ha dichiarato Mary Todd, la madre del ricercatore che insieme al marito Rick ha raggiunto Singapore per testimoniare.

Ma il giudice Tai Wei Shyong aprendo la prima udienza ha ribadito che esistono molti segnali che confermano l’ipotesi di un suicidio, come confermerebbero delle lettere spedite proprio ai suoi parenti in cui il ricercatore affermava di essere un peso: «Le indagini hanno dimostrato che Todd assumeva degli antidepressivi ed aveva consultato in più occasioni siti web specializzati in suicidio

Anche l’FBI, la polizia federale americana darà la sua collaborazione alle nuove indagini su richiesta dei genitori del ricercatore mentre l’IME e la Huawei hanno categoricamente negato di aver lavorato ad un progetto congiunto in cui fosse coinvolto anche Todd. Secondo un articolo pubblicato lo scorso febbraio dal Financial Times, Todd avrebbe invece lavorato ad un progetto sul nitruro di gallio (GaN), un semiconduttore utilizzato soprattutto nelle comunicazioni satellitari e radar. In quello stesso articolo la madre di Todd, sosteneva che il ricercatore ara convinto che gli fosse stato chiesto di compiere azioni che compromettevano la sicurezza degli Stati Uniti.

Le autorità cinesi hanno precisato che questa nuova indagine pubblica non costituisce un processo, si sta solo cercando di stabilire le circostanze della morte, e non le responsabilità. Solo nel caso in cui venga accertato che non si sia trattato di suicidio ma di omicidio, verrà aperto un processo per identificare i colpevoli.

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