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Schäuble detta le condizioni

Schuble

Dal 1° gennaio la Grecia ha assunto la presidenza di turno ma in Europa continuano ad imperare i diktat di Berlino

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble ha promesso ulteriori aiuti alla Grecia se questa persegue nelle riforme. Schäuble aveva già assicurato a dicembre che gli europei non avrebbero abbandonato la Grecia al suo destino, ma questa volta non si esprime nel corso di un incontro ufficiale europeo ma lo fa su un giornale locale tedesco.

Il ministro delle finanze di Berlino ha sottolineato come un terzo intervento di sostegno dopo quelli del 2010 e del 2012 sarebbe comunque di una somma molto più piccola rispetto agli aiuti forniti finora.

«Se entro la fine del 2015 la Grecia avrà adempiuto a tutti i suoi obblighi raggiungendo un avanzo di bilancio primario e se sarà ancora necessario un finanziamento, allora saremo pronti a fare qualcosa” ha dichiarato il ministro conservatore in una intervista pubblicata sul quotidiano locale “Rheinische post“: «Vedremo come sarà la situazione a metà anno. Al momento Atene deve solo adempiere ai propri obblighi»

Qualcuno dovrebbe invitarlo a far precedere le sue dichiarazioni da una opportuna precisazione di merito. Chiarire che sta esprimendo le posizioni della Germania e che poi le decisioni in Europa vengono prese insieme agli altri Stati membri non solo sarebbe più educato ma anche utile politicamente a frenare la deriva anti-europeista che rischia di travolgere il progetto Europeo alle elezioni del prossimo maggio.

Il ministro del governo Merkel non ha mancato di elogiare gli sforzi della Grecia per cercare di superare la stasi, come aveva fatto anche il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier nel corso della sua ultima visita ad Atene quando aveva dichiarato che «Nessuno contesta il fatto che la Grecia ha compiuto progressi significativi»

Ma la Grecia che ha assunto il 1° gennaio la presidenza di turno dell’Unione europea è ancora in piena crisi economica e registra un tasso di disoccupazione del 27,8 %. A fronte di un importo di 5mila miliardi di euro che l’Europa ha destinato al sistema bancario europeo, alla Grecia sono stati imposti dei piani draconiani per un prestito di soli 240 miliardi di euro.

Il paese ha vissuto sei anni consecutivi di recessione e resta per il quarto anno consecutivo sottoposto al regime di assistenza finanziaria internazionale, costretto a caratterizzare la sua politica da una rigida austerità imposta dalla troika dei suoi creditori Banca Centrale Europea, Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale.

Berlino di fatto ha messo le mani avanti ed ha ribadito i suoi diktat. All’orizzonte non sembra esserci alcuna schiarita e l’auspicata inversione di tendenza sembra restare nel campo delle illusioni.

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