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Scandalo video-story

Nel video celebrativo l’Italia è stata del tutto dimenticata. Tra i padri fondatori dell’Europa non esistono De Gasperi, Spinelli e Rossi. Un episodio che non può essere archiviato come una “gaffe”. Non bastano le semplici scuse, Van Rompuy, ideatore e promotore della video-story diffusa online e in tv, deve assumersi la responsabilità di allontanare i responsabili dell’accaduto. Non possono continuare a lavorare per l’Unione Europea. Per carità, nessuno pensa che siano anti-italiani, ma nessuno può avere alcun dubbio che siano non solo degli incapaci, ma degli assoluti ignoranti e incompetenti in materia di Europa

Il presidente del Consiglio europeo, il belga Van Rompuy, è stato costretto a pochi giorni dalla cerimonia di Oslo a scusarsi per una questione non del tutto secondaria. Una questione che ci riguarda direttamente. Un episodio, a nostro avviso, che pur essendo assurdo e ridicolo, resta grave, degno di riflessioni e di una risposta più seria delle semplici scuse per una “gaffe”.

Sembra incredibile, ma nel video realizzato per celebrare l’evento l’Italia è stata del tutto omessa.
La terra che quando era ancora bagnata dal sangue versato da migliaia di giovani in lotta per gli ideali di libertà, che vedeva combattere fianco a fianco, con strumenti diversi ma obiettivi comuni, Giuseppe Garibaldi e Alexandre Dumas, che a Napoli, proprio sull’Indipendente, scriveva nel 1860: «È tempo che dopo l’Unità dell’Italia, venga l’Unità dell’Europa».

Impossibile considerare solo come una “gaffe” il fatto che l’Italia non solo non è stata citata neppure per sbaglio tra i cittadini dell’Unione che hanno offerto la loro testimonianza sul significato e sul valore dell’Europa, ma ancora più colpevolmente è stata del tutto cancellata quando il video parla dei padri fondatori dell’Europa.

De Gasperi e soprattutto Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, veri e propri pionieri del pensiero europeista non esistono in questo video.

La diffusione del video nel sito ufficiale dell’Unione europea ha creato un vero e proprio incidente diplomatico. L’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci ha presentato una rimostranza formale e il video è stato sostituito con una nuova versione.

Ma non siamo di fronte ad una semplice “gaffe”. Questo è un episodio gravissimo. E vi spieghiamo anche perché.
Siamo registrati ed abbiamo accesso via password ai materiali audiovisivi dell’Unione europea riservati alla stampa, e già il mese scorso avevamo scaricato i video e gli audio archiviati online nella cartella dei Padri fondatori dell’Europa. Non mancavano certo gli italiani, che infatti sono stati inseriti nella seconda versione. Persino le immagini della cerimonia della firma del trattato di Roma del 1957 è stata colpevolmente omessa nella prima versione pubblicata.

Non ci sono scuse. Van Rompuy si assuma la responsabilità di allontanare i responsabili dell’accaduto. Non possono continuare a lavorare per l’Unione Europea. Per carità, nessuno pensa che siano anti-italiani, ma nessuno può avere alcun dubbio che siano non solo degli incapaci, ma degli assoluti ignoranti e incompetenti in materia di Europa. Se non individuerà responsabili, significa che il responsabile è lui, quindi si dovrà dimettere, oppure presenti le sue scuse in maniera solenne, argomentando i motivi che l’hanno indotto a compiere questo gravissimo errore. Un oltraggio non solo all’Italia ma ai principi stessi dell’Unione europea.

Infatti, il problema va ben oltre la completa omissione dell’Italia nel primo video. Il problema va ben oltre il fatto che nel primo video sono presenti Wiston Churchill, Robert Schuman, Joseph Beck, Jean Monnet, Paul-Henry Spaak, Simone Veil, Walter Hallstein, Jacques Delors, Bronislaw Geremek, Rassmussen e Papandreou. Non basta l’aver inserito nella seconda versione De Gasperi e le immagini della firma del Trattato di Roma del 1957. Occorre porre rimedio al fatto di aver inserito tra i cittadini che esprimono la loro idea di Europa solo appartenenti a 4 Paesi: Germania, Francia, Polonia, Spagna.

Comprensibile, anzi azzeccato e suggestivo il partire da Churchill che cita gli Stati Uniti d’Europa.
Comprensibile inserire immagini della guerra nella ex Jugoslavia e raccogliere l’idea di Europa di 2 cittadini della Bosnia-Herzegovina. Inaccettabile dare spazio a 3 tedeschi e 3 polacchi, 2 francesi e un solo spagnolo per raffigurare i popoli europei.

Il problema quindi non riguarda solo l’Italia. Se in qualche modo poteva risultare accettabile che tra i Padri fondatori fossero citati solo quelli dei Paesi che hanno fondato l’Europa tra il 1951 e il 1957, che sono Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, non dovrebbe essere accettabile nemmeno per Barroso, presidente dell’Unione Europea, che almeno per il solo fatto di rappresentare la ricchezza linguistica europea, non sia presente il Portogallo, non vi siano i paesi scandinavi, baltici, fino ad arrivare alle ultime adesioni di Romania e Bulgaria.

Quella che viene rappresentata in questo video, anche nella seconda versione appare come più come espressione dell’Europa dei burocrati e non certo dell’Europa dei Popoli.

Riteniamo che questo sia un caso altamente simbolico, e quindi lanciamo una petizione, affinché questo episodio non sia archiviato come una semplice “gaffe”, ma serva di esempio e monito in futuro per chiunque operi all’interno delle istituzioni europee.

FIRMA LA PETIZIONE

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Guarda la seconda versione del video pubblicata il 7 dicembre 2012 che dopo le rimostranze ufficiali dell’Ambasciatore Nelli Feroci, Capo della rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea, è stata ampliata di pochi secondi ed ora presenta traccia di De Gasperi tra i padri fondatori dell’Europa e immagini del Trattato di Roma del 1957, ma continua ad omettere i cittadini di numerosi Paesi europei, come se l’Europa fosse composta solo da Francia, Germania, Polonia e Spagna.

 

 

Firma, condividi e segnala la petizione ai tuoi amici!

 

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