Pages Navigation Menu

Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Scandalo Monte Paschi, altri scheletri nell’armadio?

mps

Bloomberg rivela operazioni “opache” tra la storica banca toscana e la Deutsche Bank. Visto che riceverà 3,9 miliardi di euro ora commissariare il Gruppo MPS non è più una opportunità ma diventa un dovere

Bloomberg l’altro ieri ha rivelato di essere in possesso di documenti che provano che nel 2008 la Deutsche Bank e Monte dei Paschi di Siena avrebbero collaborato per nascondere enormi perdite attraverso strumenti definiti “opachi”.

La nostra stampa ha dato ben poco rilievo alla notizia, assente del tutto nei telegiornali, anche se ieri il Gruppo Monte Paschi ha risposto con questo comunicato: «In riferimento alle recenti notizie di stampa e facendo seguito a quanto già comunicato il 28 novembre 2012 in occasione della richiesta di incremento per 500 milioni di Euro dei ‘Nuovi Strumenti Finanziari’ (i cosiddetti ‘Monti Bond’), Banca Monte dei Paschi di Siena comunica che sono in corso approfondite analisi che riguardano alcune operazioni strutturate poste in essere in esercizi precedenti e ad oggi presenti nel portafoglio della Banca».

Ma quello che davvero sorprende è il passaggio successivo: «Tali analisi, non ancora completate, sono attinenti ai profili legali, finanziari, contabili e gestionali delle operazioni. In particolare, la Banca intende valutarne accuratamente ogni possibile impatto, attuale e prospettico, in modo tale che, nel più breve tempo possibile e, comunque, entro la data di pubblicazione del progetto di bilancio 2012, si possa intraprendere ogni azione necessaria o conveniente, anche con riferimento, se del caso, alla rappresentazione contabile delle operazioni stesse».

Naturalmente, la Banca assicura che ogni eventuale azione sarà svolta nella massima trasparenza verso il mercato e le Autorità di Vigilanza, ma in realtà questo comunicato è tutto fuorché trasparente. Non stiamo parlando di bruscolini, stiamo parlando di un miliardo e mezzo di euro. Difficile, anzi, impossibile credere che sia così difficile ed occorra tempo per rintracciare e analizzare una simile operazione.

L’agenzia Bloomberg, infatti sulla base di 70 pagine di documenti, ha dichiarato che la Deutsche Bank aveva sviluppato dei derivati destinati a MPS, una operazione che gli avrebbe permesso di coprire 367 milioni di euro di perdita finanziaria dovuta a precedenti operazioni. Uno di questi progetti si chiamava “Santorini”, dal nome della famosa isola greca, ed è stata proprio Bloomberg ha sostenere che Deutsche Bank avrebbe prestato € 1.500.000.000 a MPS, una operazione che però non sarebbe mai apparsa nei suoi conti.

Anche un portavoce di Deutsche Bank, ha confermato ieri a Francoforte che il gruppo aveva concluso nel 2008 una transazione finanziaria con MPS, ma non ha specificato importi e natura dell’operazione.

Ora, nello scorso dicembre la Commissione europea ha acceso il semaforo verde acconsentendo al temporaneo aiuto di Stato destinato al salvataggio del Gruppo MPS. La storica banca toscana fruirà quindi dei cosiddetti “Monti bond”, titoli di Stato emessi per 3,9 miliardi di euro e destinati a ricapitalizzare il Monte dei Paschi di Siena, che senza questo intervento sarebbe molto probabilmente fallita.

3,9 miliardi, praticamente lo stesso importo della IMU sulla prima casa, è stato quindi destinato dal governo Monti alla banca presieduta da Alessandro Profumo. Un intervento che potrebbe anche essere considerato opportuno, evitando, o perlomeno allontanando, l’ipotesi di una cessione della storica banca ad un gruppo estero, come avvenuto in passato per la Banca Nazionale del Lavoro passata nelle mani francesi del Gruppo Paribas, ma anche e soprattutto opportuno perché il fallimento di una banca così importante avrebbe avuto un devastante effetto, molto simile, nelle dovute proporzioni, a quello avvenuto nel 2008 negli Stati Uniti dopo il mancato salvataggio della Lehman Brothers, da molti considerato il terremoto che ha causato lo Tsunami che ha devastato l’economia occidentale.

Quindi il lasciare la banca toscana al suo destino avrebbe potuto significare un enorme, anzi gigantesco problema, che non solo avrebbe messo in crisi il “Sistema Italia”, ma avrebbe rischiato di destabilizzare, anche più del problema dei debiti sovrani, l’intera Euro zona. Proprio questo appare come il principale motivo che ha spinto l’Europa a derogare al divieto agli aiuti statali.

Ma altrettanto opportuno sarebbe stato il commissariare l’istituto bancario, o almeno sostituire il gruppo dirigente. Davvero una vergogna che invece nulla di questo sia stato fatto. Ora, alla luce di questa “opaca” operazione, comissariare il Monte dei Paschi di Siena non è più una opportunità, ma un dovere.

Più che un dovere, un obbligo qualora corrispondesse a realtà quanto sostiene TeleBorsa: «Deutsche Bank prestò a MPS 1,5 miliardi di euro, utilizzati per chiudere il precedente contratto derivato con accollo della perdita da 367 milioni. Il “Progetto” contemplava inoltre che Monte dei Paschi facesse una scommessa perdente sul valore dei titoli di Stato Italiani».

Rispondi