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Scandali e malapolitica nel libro dell’ex assessore Croppi

Uno sguardo lucido sulle macerie di ciò che rimane di grandi opportunità gestionali travolte dalla bufera politica e finanziaria ribattezzata parentopoli

Umberto Croppi, ex-assessore alla Cultura del Comune di Roma della prima Giunta Alemanno, si confessa e racconta l’ascesa al potere del primo cittadino e il proprio ruolo determinante nella strategia della vincente campagna elettorale, le prime battaglie vinte ma poi le scelte sbagliate, il dissenso fino alla rottura irreversibile e l’uscita di scena. Il dietro le quinte di uno degli uomini più potenti della politica romana, uno sguardo lucido sulle macerie di ciò che rimane di grandi opportunità gestionali travolte dalla bufera politica e finanziaria ribattezzata Parentopoli, sui meccanismi che hanno regolato “Roma capitale” e la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2016 (rivelatisi poi degli enormi flop). «Perché quel che è successo a Roma – dice Croppi – la nostra imprevista esperienza di governo, rappresenta una metafora utile a comprendere lo stato di salute dell’intero Paese». La cronaca di Croppi no narra solo il periodo della corsa al Campidoglio ma narra anche la storia del MSI dalla fine degli anni Settanta fino a oggi. Una esperienza politica che ormai volge al termine ma che resta emblematica: un monito per chi dovrà candidarsi e una guida per i cittadini che, sempre più disorientati, saranno chiamati a scegliere per il futuro della città e del Paese.

Ecco un piccolo ma significativo estratto:

“La campagna elettorale comincia con un comizio a Corviale, dove Fini, Alemanno e Antoniozzi sottoscrivono il Patto per Roma. In sedici punti e altrettante promesse:
1) Creazione di un distretto per Roma capitale fra Comune e Provincia.
2) Creazione di uno statuto comunale per il controllo delle imposte.
3) Piano abitativo di 25.000 alloggi per famiglie con retribuzioni molto basse.
4) Abolizione dell’Ici sulla prima casa e diminuzione delle tasse comunali, con aliquota Irpef ridotta allo 0,25%.
5) Chiusura dell’anello ferroviario e creazione del sistema metropolitane.
6) Ripristino della legalità attraverso le espulsioni di chi ha commesso reati.
7) Chiusura dei campi nomadi abusivi e controllo degli altri fino alla loro chiusura.
8) Legalità e decoro urbano attraverso la riforma del corpo della polizia municipale per mezzo di corpi specializzati per contrastare l’accattonaggio e il commercio abusivo.
9) Sostegno alle famiglie e alla natalità con libri di testo gratuiti.
10) Abbassamento delle tasse per i prodotti dell’infanzia.
11) Politica di agevolazione e di sostegno degli asili nido.
12) Miglioramento della qualità dell’offerta sanitaria.
13) Nuovo piano per lo smaltimento dei rifiuti.
14) Piano straordinario per gli anziani e per la lotta alla povertà.
15) Sostegno ai lavoratori con contratti a tempo determinato.
16) Lotta all’inquinamento ambientale e acustico e attivazione permanente di un sistema di monitoraggio.
Sia detto per inciso, a parte l’abolizione dell’Ici (disastroso per le conseguenze sul bilancio, e che i cittadini stanno ripagando in mille altre forme), di quegli impegni non ne è stato mantenuto uno solo”.

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