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Rischiamo una nuova procedura di infrazione

Non aveva usato mezzi termini il vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani, la pubblica Amministrazione deve pagare entro 30 o 60 giorni: «Se dovesse esserci un diffuso mancato rispetto della direttiva europea che prevede il pagamento degli impegni assunti da parte della Pubblica Amministrazione entro 30 o 60 giorni sarò costretto ad aprire una procedura di infrazione contro lo Stato italiano».

Per il pregresso ce la siamo cavata, anche se abbiamo fatto sorridere il mondo economico che non riusciva proprio a capire come fosse possibile che per semplicemente pagare le fatture scadute della nostra pubblica amministrazione fossero necessarie discussioni parlamentari e decreti governativi, ma alla fine l’abbiamo scampata.

Ma ora rischiamo di scivolare di nuovo nel ridicolo, i sorrisini diventeranno risate strappalacrime ed il campionario delle battute sulle virtù italiche si arricchirà notevolmente qualora appena chiusa la procedura di infrazione per deficit eccessivo si passasse a quella per il mancato rispetto della direttiva europea che impone alla pubblica amministrazione il pagamento a 30 o al massimo 60 giorni.

A quanto pare siamo proprio su quella strada, le amministrazioni pubbliche sembrano non aver cambiato spartito, almeno a sentire molti imprenditori che quest’anno hanno emesso nuove fatture a comuni, provincie e regioni che non hanno provveduto al pagamento nei termini stabiliti dalle norme europee.

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