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Regge la tregua nello Yemen

Le Nazioni Unite puntano sul consolidamento della tregua scattata oggi nello Yemen per accelerare la ricerca di una soluzione politica ad un conflitto che destabilizza la regione sullo sfondo delle rivalità tra Arabia Saudita e Iran.

«Applicato dalla mezzanotte, il cessate il fuoco è stato rispettato salvo alcune violazioni da parte di ribelli sciiti» ha dichiarato all’AFP il generale Mohamed Ali al-Makdashi, capo di stato maggiore delle forze fedeli al presidente Abd Rabb Mansour Hadi, sostenuto da una coalizione sunnita.

«Si è trattato solo di piccole violazioni – ha confermato il portavoce della coalizione sotto la leadership saudita, Ahmed Assiri – Siamo solo al primo giorno di tregua e dobbiamo essere pazienti».

Ribelli, forze governative e la coalizione guidata da Riyadh, hanno tutti annunciato chiaramente di voler accettare il cessate il fuoco e si sono impegnati a rispettarlo.

Sanaa, la capitale yemenita nelle mani dei filo-iraniani ribelli, da domenica non è stato presa di mira da raid aerei della coalizione, fatto che alimenta la speranza di vedere finalmente chiuso un conflitto che ha causato oltre 6.000 morti in un solo anno.

I dati dell’ONU affermano che la metà delle perdite umane riguarda civili, oltre a 30.000 feriti, mentre 2,4 milioni di yemeniti sono stati costretti a sfollare e ben l’80% della popolazione ha bisogno di assistenza umanitaria.

Una situazione che preoccupa le Nazioni Unite anche perché alimenta nei paesi della penisola arabica la crescente influenza delle organizzazioni jihadiste come Al Qaeda e del gruppo Stato Islamico.

Gli alleati delle unità militari ancora fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh, hanno fatto il loro ingresso nella capitale Sanaa nel settembre del 2014. Sei mesi più tardi, la vicina Arabia Saudita è intervenuta a capo di una coalizione militare araba per sostenere il presidente Hadi, impegnato ad affrontare i ribelli accusati di avere legami con l’Iran.

La tregua è quindi il primo passo per giungere ad una soluzione del conflitto ed apre prospettive positive ai colloqui di pace che si svolgeranno il 18 aprile nel Kuwait, dove l’Onu conta di far raggiungere alle parti un accordo per condividere il potere nello Yemen.