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Rapporto accusa la Clinton

Hillary Clinton

Bengasi: le conclusioni della Commissione parlamentare puntano il dito sull’ex Segretario di Stato che avrebbe sottovalutato le richieste dei diplomatici americani in Libia di aumentare la sicurezza del Consolato poi assaltato l’undici settembre del 2012

Un rapporto parlamentare accusa direttamente il più alto livello del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, allora guidato dalla Clinton, di aver respinto le richieste di aumentare la sicurezza del consolato di Bengasi.

Secondo i cinque membri della Commissione istituita della Camera dei Rappresentanti presieduta dai repubblicani, si sarebbe trattato di un vero e proprio appello quello lanciato dai diplomatici americani in Libia alla luce della riduzione del livello di sicurezza che era stato discusso ai più alti livelli del Dipartimento di Stato e approvato direttamente da Hillary Clinton, l’allora segretario di Stato.

«I vertici del Dipartimento di Stato sapevano che le minacce a Bengasi erano alte e complesse, che il Consolato era vulnerabile e incapace di resistere ad un attacco» sottolinea il rapporto che in qualche modo avvalora la tesi sostenuta dai repubblicani anche durante la ultima campagna elettorale per le presidenziali: l’America si trova di fronte ad uno scandalo politico. La Commissione evoca infatti il cablogramma diplomatico del 28 marzo 2012 attraverso il quale l’ambasciatore Gene Cretz chiedeva più agenti di sicurezza.

Il rapporto rivela la risposta del 19 aprile 2012, firmata proprio da Hillary Clinton che riconosce la richiesta, ma raccomanda una nuova valutazione del numero di agenti necessari per assicurare la sicurezza del consolato di Bengasi. In una e-mail del giugno 2012 è invece l’ambasciatore che rimarrà ucciso nell’assalto al Consolato avvenuto ’11 settembre del 2012 a lamentarsi. Christopher Stevens si lamenta con un funzionario del Dipartimento di Stato di aver vista respinta la sua richiesta di evitare il rientro programmato di alcuni agenti di sicurezza. Il rapporto evidenzia come l’ambasciatore Stevens reiterò la sua richiesta con un altro dispaccio del 9 luglio, ma anche questo venne respinto, questa volta dall’assistente del Segretario di Stato Patrick Kennedy.

Il Dipartimento di Stato ha subito respinto le conclusioni della relazione della Commissione ricordando di aver pienamente collaborato con il Congresso nelle otto udienze in cui ha fornito circa 25.000 pagine di documenti: «Le conclusioni del rapporto non corrispondono alla nostra trasparenza e al lavoro che abbiamo svolto» ha dichiarato il portavoce Patrick Ventrell.

A gennaio, nel corso della sua audizione di fronte alla Commissione parlamentare, Hillary Clinton sottolineando che sono 1,43 milioni i cablogrammi e dispacci diplomatici che ogni anno sono inviati al Segretario di Stato, aveva affermato che: «i dispacci relativi alla sicurezza non sono arrivati né alla mia attenzione né ai più alti livelli della Segreteria di Stato».

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