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Teheran: meno uranio per aricchire il suo peso diplomatico

salehi

Dal mezzogiorno di oggi la Repubblica Islamica dell’Iran sospenderà l’arricchimento dell’uranio al 20% mentre prende corpo la sua partecipazione a Ginevra II

Lo ha appena annunciato l’ex ministro degli esteri tornato a capo dell’organizzazione per l’energia nucleare iraniana, Ali Akbar Salehi che ha confermato una mossa prevista dell’accordo tra l’Iran e le grandi potenze del 5+1: «L’iceberg delle sanzioni contro l’Iran iceberg si sta per sciogliere».

«La sospensione volontaria dell’arricchimento dell’uranio al 20% è il passo principale che compiremo lunedì alle 12:00»» ha dichiarato Salehi che conferma l’arresto di due centrifughe, una operazione svolta sotto gli occhi degli ispettori internazionali. ««Disponiamo di riserve di uranio arricchito al 20% sufficienti per i prossimi quattro o cinque anni, quindi non abbiamo bisogno di continuare la produzione»

Gli ispettori dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) sono arrivati a Teheran durante il weekend per controllare e riferire sulle misure concrete adottate dall’Iran per soddisfare le parti dell’accordo che porterebbero alla revoca delle sanzioni, siglato dall’Iran con il cosiddetto gruppo dei “5+1”, i cinque paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna più la Germania.

L’accordo di massima raggiunto nello scorso novembre a Ginevra sarà quindi applicato da oggi, con l’Iran che limiterà le sue attività nel settore nucleare in cambio di un alleggerimento delle sanzioni internazionali per un importo stimato in oltre 7 miliardi di dollari.

L’Iran cerca quindi quindi di riacquistare un ruolo centrale nella diplomazia internazionale, in particolare nello scenario siriano, anche se non mancano diverse opposizioni: «Se l’Iran vuole venire in Svizzera per partecipare ai colloqui di pace sulla Siria, deve accettare esplicitamente l’istituzione di un governo di transizione» ha dichiarato infatti questa mattina il capo della diplomazia francese, Laurent Fabius.

Invitato formalmente a partecipare alla Conferenza di pace sulla Siria che inizierà mercoledì prossimo a Montreux dal Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, l’Iran che resta il principale alleato di Damasco è stato chiamato dall’ONU a svolgere un ruolo positivo e costruttivo per porre fine al conflitto siriano, ma oltre a superare la contrarietà di Stati Uniti e Francia resta ancora da far digerire questa partecipazione all’opposizione siriana che ha minacciato ancora oggi di non andare in Svizzera se l’Iran partecipasse alle discussioni.

Intanto nel pomeriggio, mentre l’Unione europea ha annunciato di aver revocato alcune sanzioni contro l’Iran, la Casa Bianca ha annunciato ufficialmente di essere in attesa che l’ONU ritiri l’invito di partecipare a Ginevra II rivolto all’Iran, mentre la Coalizione dell’opposizione siriana ha dichiarato che boicotterà la Conferenza di pace qualora Teheran sia presente ai colloqui.

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