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Portogallo: la Consulta boccia il bilancio della troika

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Una clamorosa sentenza della Corte Costituzionale boccia le misure di austerità proposte dal governo e approvate dal Parlamento portoghese su indicazione della troika quali condizioni per ottenere il salvataggio del 2011

Non rispondendo ad una vera e propria Costituzione ma basandosi sull’interpretazione di complessi e articolati trattati tra gli Stati, l’Europa dall’inizio della crisi ha imboccato una strada nefasta che privilegia gli interessi finanziari a scapito dei diritti dei cittadini. I dati ufficiali dell’Unione europea ci informano che dal 2008 al 2012 sono stati destinati al mondo finanziario ben 5mila miliardi di euro a fronte dell’imposizione di una politica di rigore e austerità che non solo ha generato la recessione economica e aumentato la disoccupazione ma ha letteralmente portato alla fame il popolo greco, ha visto effetture prelievi forzosi a Cipro e spinto alla povertà italiani, spagnoli e portoghesi.

Ma proprio dal Portogallo arriva una prima, forte e concreta risposta a questa nefasta situazione. Infatti, la Corte Costituzionale del Portogallo ha ieri respinto numerosi provvedimenti del bilancio pubblico per il 2013, caratterizzato da misure austerità che il governo di centro destra aveva approvato sotto la tutela della troika.

La Corte ha ritenuto incostituzionale l’abolizione della 14a mensilità ai dipendenti pubblici e ai pensionati ed ha ritenuto in contrasto con la legge fondamentale la misura che introduce una tassa sulle indennità di disoccupazione e malattia.

«Le leggi devono sempre essere conformi con la Costituzione e non possono essere in contrasto con i suoi principi fondamentali» – ha sottolineato Joaquim Sousa Ribeiro, il presidente della Consulta portoghese che ha sottolineato che la decisione della Corte ha un effetto retroattivo e quindi riguarda il bilancio già approvato per il 2013.

Un verdetto clamoroso che mette in estrema difficoltà il governo portoghese complicando notevolmente l’attuazione degli obiettivi di risanamento del bilancio che viene privato di circa 1,25 miliardi di euro di tagli. Un importo che difficilmente potrà essere compensato da ulteriori misure di austerità visto che sono già previsti tagli permanenti alla spesa pubblica per 4 miliardi di euro entro il 2015.

Il gabinetto del primo ministro Pedro Passos Coelho ha immediatamente annunciato lo svolgimento di un Consiglio dei ministri straordinario per oggi alle ore 14.00 che all’ordine del giorno ha appunto l’analisi delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale.

Il bilancio del 2013, approvata alla fine dello scorso anno dal Parlamento portoghese è stato caratterizzato da misure di austerità senza precedenti nella storia del Portogallo con un aumento generale delle imposte che contribuiscono in misura dell’80% alla formazione di un accantonamento di 5,3 miliardi di euro richiesto dal programma di austerità imposto al Portogallo dalla troika nel 2011 in cambio del salvataggio per 78 miliardi di euro di aiuti.

Non possiamo che augurarci che in nome del popolo sovrano anche altre Corti Costituzionali intervengano nell’interesse supremo dei cittadini per contenere le iniziative dell’Europa germanocentrica che continua a mettere i numeri su un piano superiore a quello dell’interesse delle persone in nome della teoria dell’economia sociale di mercato che la Germania è liberissima di professare ma non può certo imporre ai popoli che si riconoscono in altri valori.

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