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Arafat è stato avvelenato?

Lo storico leader palestinese Arafat potrebbe essere stato avvelenato con il polonio

 

Prelevati i campioni dalla salma riesumata. Presto sapremo se anche Arafat è stato avvelenato con il polonio

 

Marie Sklodowska è stata la prima vittima conosciuta del polonio. Non poteva essere diversamente visto che è stata lei a scoprire nel 1898 insieme a suo marito Pierre Curie, questo elemento chimico,  da un minerale da cui si estrae anche l’uranio. Madame Curie ha anche dato il nome a questo minerale,  polonio infatti ricorda le sue radici polacche.  Per arrivare alla seconda vittima nota del polonio dobbiamo fare un salto di oltre un secolo, esattamente al novembre del 2006, quando la spia russa Alexander Litvinenko è apparsa gravemente malata in tutte le televisioni del mondo, prima di morire a Londra, in questo primo caso registrato nella storia di avvelenamento causato intenzionalmente con il polonio-210, uno dei 33 isotopi del polonio, quello con la vita più lunga, visto che il polonio perde di radioattività molto velocemente, diminuendo del 50% ogni 138,4 giorni.

Perché parliamo proprio ora del polonio? Perché anche Yasser Arafat, una lo storico leader palestinese, potrebbe essere stato vittima del polonio.  I sospetti sono stati riaperti quando su richiesta dei familiari di Arafat, un team dell’Istituto di Radiofisica di Losanna ha esaminato i suoi effetti, la sua kefia, lo spazzolino da denti, la sua biancheria intima.  Sono state trovate anomale quantità di polonio, ma per avere la certezza che si sia trattato di avvelenamento è necessario riesumare il corpo per una analisi profonda che elimini ogni dubbio. Infattii ricercatori svizzeri hanno precisato che tracce di polonio 210 potrebbero provenire anche dal fumo di sigarette.  Il polonio non è presente naturalmente nelle foglie di  tabacco nei residui di concimi fosfatici utilizzati per coltivare le piante. Ecco allora che Suha, la vedova di Arafat, ha presentato richiesta al presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen, che non ha esitato nel firmare l’autorizzazione per riesumare il corpo.

Le operazioni di apertura della tomba del leader palestinese Yasser Arafat sono iniziate il 13 novembre. I campioni prelevati dai suoi resti saranno analizzati dal 26 novembre. Ma quali sono le caratteristiche di questa sostanza radioattiva? Il Polonio-è presente naturalmente nell’aria, anche se in quantità infinitamente piccola, introno ai 50 becquerel per metro cubo, con una presenza più pronunciata in luoghi particolari come nelle aree caratterizzate da attività vulcanica e soprattutto a ridosso delle miniere di uranio. Si tratta di un elemento chimico molto volatile, che penetra solo negli strati superficiali del terreno. Anche il corpo umano ne contiene piccolissime quantità che misurano poche decine di becquerel.

Il Polonio-210 ha una rara caratteristica: è un emettitore di particelle alfa quasi al 100%.  Tutti gli altri elementi radioattivi sono invece trasmettitori sia gamma che alfa. La sua radiazione ha quindi una distanza molto breve. Un semplicissimo indumento come un foglio di carta posto di fronte alla sorgente sono sufficienti quindi per interrompere la radiazione. Quindi una semplice capsula può proteggerci nella massima tranquillità.  Ma questa sua caratteristica lo rende anche impossibile da rilevare. Passerebbe infatti inosservato dai rilevatori di radioattività presenti negli aeroporti. Ed è proprio questa sua caratteristica a renderlo letale, perché distribuisce tutta la sua radioattività in un unico punto. Infatti un solo microgrammo di polonio è in grado di diffondere 166000000 becquere, una quantità di radiazioni sufficiente per uccidere un essere umano, decisamente più tossico del cianuro.  Ma per avere questo effetto il polonio deve essere ingerito dalla vittima. Nello stato solubile fluisce nel corpo e raggiunto il rene, la milza,  il fegato, attacca e distrugge senza alcun scampo le cellule del midollo osseo.  Risulta molto difficile individuarlo, quasi impossibile stabilire i sintomi esatti di un simile avvelenamento, anche perché il primo e quasi immediato effetto è quello di abbattere le difese immunitarie, quindi si può morire per infarto, per ictus, persino per una semplice influenza. La quantità è talmente minima che nessunopuò scientificamente sostenere che la causa del decesso sia il polonio. Non a caso, qualora venisse appurato, quello di Arafat sarebbe il secondo caso di avvelenamento da polonio.  Ma paradossalmente, visto che il polonio non può essere sintetizzato in piccoli o grandi laboratori clandestini, come veleno il polonio è difficile da individuare, ma individuare gli avvelenatori è decisamente più facile, basta cercare tra chi dispone di reattori nucleari.

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