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Parigi: violata la sicurezza dell’ambasciata americana

bordeaux

Niente panico, nessun attentato, solo il gesto nonviolento di un performer: Monsieur Couasnon già candidato alle presidenziali francesi scala l’edificio super-protetto e declama poesie

L’uomo che si auto-definisce come poeta-scalatore è riuscito giovedì pomeriggio in una impresa davvero clamorosa: è riuscito a salire sul tetto di un edificio ultra-protetto di Parigi, quello dell’ambasciata degli Stati Uniti.

Su quel tetto è rimasto per circa due ore e alla fine i Vigili del Fuoco che l’hanno raggiunto con una lunghissima scala, sono riusciti a farlo desistere, ed è finalmente sceso senza opporre alcuna resistenza. Ma il suo nome e l’obiettivo della sua performance sono stati resi noti quando era ancora sul tetto. L’autore di questo gesto nonviolento ma decisamente pericoloso, si chiama Hervé Couasnon e mentre era in cima al tetto dell’ambasciata americana vicina a Place de la Concorde, ha parlato al telefono con diversi giornalisti che erano accorsi sul posto.  Voleva incontrare Barack Obama per consegnargli il suo curriculum e per parlare di pace.  Ma il presidente degli Stati Uniti era molto lontano dal centro di Parigi, nel momento del suo gesto si trovava infatti a colloquio con Abu Mazen a Ramallah, in Cisgiordania.

Giacca nera, cravatta rossa, jeans scuri, il 54enne poeta-scalatore che di mestiere fa l’autista di autobus, ha catturato l’attenzione non solo delle forze dell’ordine ma di centinaia e centinaia di turisti che hanno affollato le strade lungo il perimetro di sicurezza creato intorno all’ambasciata, un edificio fortemente protetto e situato in uno dei luoghi più sicuri di Parigi, anche perché vicinissimo all’Elysee, la residenza del presidente della Repubblica francese, Franςois Hollande, che per altro lo conosce, almeno di nome, e più avanti scopriremo perché.

La stampa ha subito precisato che Monsieur Couasnon non è alla sua prima impresa: si era infatti già distinto nel maggio del 2012 quando con successo riusci a penetrare nelle pareti della centrale nucleare di Civaux nella Francia occidentale.

Senza successo invece il suo primo clamoroso tentativo che risale al 2002: riuscì ad avvicinare il premier francese nella galleria dell’Assemblea nazionale, ma l’intervento della sicurezza neutralizzò il suo tentativo di consegnargli una Coppa che più che per meriti sportivi voleva rappresentare una beffa a Jean-Pierre Raffarin.

L’anno successivo, esattamente nell’agosto del 2003, il poeta-scalatore aveva fallito un’altra impresa, era stato arrestato sui tetti vicini all’Ambasciata degli Stati Uniti dai quali voleva lanciare dei volantini.

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Nell’aprile del 2011, per far parlare della sua improbabile candidatura alle elezioni presidenziali, era salito sul tetto del palazzo del municipio di Limoges (nella foto sopra) dove aveva declamato le sue poesie. Riuscì a fare clamore, fece diverse comparsate televisive, presentò il suo programma: abbandono dell’energia nucleare, mettere un termine al cumulo dei mandati, eliminare il concetto dei partiti destra-sinistra, stabilire un salario minimo di 1.600 euro al mese.  Un programma non proprio lontano dall’ordine del giorno della legislatura che abbiamo appena inaugurato nel nostro Paese.

Monsieur Couasnon è anche un cantante e non solo voleva far riaprire i bordelli: «Sono andato in Spagna e posso dire che ci sono un sacco di cose da fare in Francia», ma voleva fondare un suo movimento: «ça va s’appeler la Voix du peuple». Il candidato Couasnon precisava «Con la “x” mi e non con la “e”, mi raccomando», la voce del popolo (voix) e non la via del popolo (voie), due parole che in francese si pronunciano perfettamente allo stesso e identico modo. Ma alla fine dovette rinunciare al suo progetto di correre per l’Eliseo. Ritirò ufficialmente la sua candidatura nel febbraio del 2012 spiegando che gli era impossibile proseguire per mancanza sia di finanziamenti sia di alleati politici.

Invece non c’è traccia documentata di altre due azioni che oggi rivendicato: sempre a Parigi ma nel 1991, per protestare contro la Guerra del Golfo, Monsieur Couasnon afferma di aver scalato le mura dell’ambasciata degli Stati Uniti mentre grazie ad una gru dice di essere riuscito a salire su un edificio adiacente all’ambasciata iraniana.

Insomma, potremmo semplicemente considerare Hervé Couasnon come un mitomane, ma sarebbe un errore sottovalutare questo personaggio che essendosi persino candidato alle presidenziali francesi, politicamente è decisamente impegnato. Ha sempre scelto con grande attenzione i suoi obiettivi altamente simbolici. Monsieur Couasnon non è certo un semplice esaltato ma un protagonista della disobbedienza civile e nonviolenta e soprattutto è uno straordinario scalatore e un eccellente stratega. Riuscire a salire sul tetto di un obiettivo altamente sensibile come l’ambasciata degli Stati Uniti non è certo una impresa che si può improvvisare. Una impresa simile nasconde una programmazione attenta e meticolosa, frutto di lunghi appostamenti per registrare i movimenti e il comportamento della sicurezza ed è facile immaginare che avrà realizzato centinaia di fotografie per studiare passo passo la sua scalata. Insomma, un piano precisissimo che ha progettato e portato a termine.

Ma i dettagli di questo piano difficilmente finiranno sulla stampa, sarebbero pericolosi per la sicurezza. Possiamo anche scommettere che ora il sistema di sicurezza finirà nel mirino, visto che se l’azione non fosse stata progettata da un nonviolento il risultato poteva essere ben diverso.
Scommettere invece che prima o poi questo performer riesca nell’impresa della scalata più ardua, quella dell’Eliseo, sarebbe denaro gettato al vento.  Quello che invece aspettiamo con ansia di leggere sulla stampa, sono le sue poesie.
Al momento è questo l’unico mistero che ancora resta da coprire su Monsieur Couasnon: il vento del suo livello poetico.

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