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Ora i Ced migrano al Nord

Il progetto del nuovo data center di Facebook che diventerà operativo dal 2014 a Lulea in Svezia (LINDHOLM/SCANPIX SUEDE/SIPA)

Nel 2014 Facebook avrà il suo primo datacenter europeo

Veri divoratori di energia, affamate voragini del consumo elettrico, i centri elaborazione dati, secondo diverse fonti, sarebbero responsabili del 2% del consumo globale di elettricità. E con la diffusione del cloud computing il loro impatto andrà ancor di più ad aumentare. Non bisogna però cadere in errore, non sono tanto i server a consumare energia, ma è la necessità di raffreddare e tenere a bassa la temperatura sia gli ambienti che i componenti elettronici a determinare l’alto consumo energetico. Anche se non ce ne rendiamo conto, in realtà tutti noi contribuiamo ogni giorno ad alimentare questo consumo. Innumerevoli volte al giorno infatti, i bit generati dalle nostre tastiere o touchscreen, viaggiano e in pochi nanosecondi raggiungono questi enormi data center, facendo centinaia di volte, avanti e indietro, dal Ced al nostro personal computer, tablet o smartphone. Infatti, i più grandi data center oggi appartengono ai grandi motori di ricerca, come Google e Yahoo, ai social network come Facebook e Twitter. E proprio questi colossi delle nuove tecnologie sono costretti a trovare soluzioni, non solo per ridurre la loro bolletta elettrica, ma anche per rispondere concretamente alle esigenze ambientali. Il grande mondo degli internauti non tollererebbe di sicuro una scarsa attenzione per l’ambiente. Insomma è una questione etica e di business allo stesso tempo. Ma la soluzione a questo problema questa volta non ha richiesto grandi investimenti in ricerca, non sono stati necessari anni di studio e progettazione, è bastato il buon senso. Facebook ha annunciato infatti la costruzione del suo primo data center europeo, un complesso enorme di circa 84.000 metri quadri, l’equivalente di ben 12 campi da calcio.Dovrebbe diventare operativo già nel 2014, ovviamente tutto è all’insegna delle più evolute tecniche ma il vero, il più importante e concreto risparmio energetico consiste semplicemente nella scelta della location. Il data center di Facebook infatti verrà costruito a Lulea, una piccola città nel nord della Svezia: temperatura media annua da -1 a meno 5 gradi centigradi. Ecco fatto, il raffreddamento dei sistemi del gigante del social networking sarà praticamente gratuito, oltre che del tutto naturale. Provvederà la temperatura esterna. Ma ad attirare a Lulea i grandi centri di elaborazione dati di tutto il mondo non sarà solo la temperatura. Gli impianti idroelettrici di Lulea sono infatti all’avanguardia e già forniscono il 9% dell’energia elettrica svedese. Non solo, il calore generato dai centri elaborazione dati non verrà sprecato, ma riutilizzato per riscaldare tutti gli uffici e le abitazioni nelle vicinanze. Chiude il cerchio una affidabilissima rete in fibre ottiche, un altro investimento oculato svedese, che ora consentirà ai dati di Facebook di viaggiare ad altissima velocità e raggiungere ancora più facilmente di quanto lo faccia oggi gli oltre 220milioni di utenti europei.

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