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Obama avverte l’Iran

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Teheran ha bisogno ancora di un anno per realizzare la bomba atomica, ma non abbiamo intenzione di aspettare fino all’ultimo minuto

A pochi giorni dalla sua visita in Israele e nei Territori Palestinesi, il presidente americano Barack Obama nel corso di una intervista rilasciata al Canale 2, una televisione privata israeliana, ha dichiarato che all’Iran manca più o meno un anno prima di disporre di un’arma atomica. «Noi riteniamo che ci voglia ancora poco più di un anno o giù di lì prima che l’Iran sviluppi un’arma nucleare, ma ovviamente non vogliamo aspettare fino all’ultimo momento», ha dichiarato Obama che per la prima volta ha fatto un preciso riferimento temporale ad un possibile intervento degli Stati Uniti per fermare il programma nucleare iraniano. «Quando mi consulto con Bibi – il soprannome del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahucosa che ho fatto più volte negli ultimi anni su questo tema, il mio messaggio è sempre lo stesso: se siamo in grado di risolvere diplomaticamente la questione, la soluzione sarà meglio sostenibile. In caso contrario, io continuerò a tenere tutte le opzioni sul tavolo. E quando dico che tutte le opzioni sono sul tavolo, intendo dire che gli Stati Uniti hanno una notevole capacità d’intervenire.» ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.

La grande potenza, i leader occidentali e naturalmente Israele sospettano che l’Iran stia cercando di sviluppare la bomba atomica sotto la copertura di un programma nucleare civile, cosa che Teheran da sempre nega. Le ambizioni nucleari di Teheran saranno uno dei principali problemi che Obama discuterà con Israele durante la sua prossima prima visita dal 20 al 22 marzo.
In un discorso davanti all’Assemblea generale dell’ONU a settembre dello scorso anno, Netanyahu aveva segnato una chiara linea rossa di allarme sul programma nucleare dell’Iran. Il presidente Obama ha ora ripetuto questa frase, rilevando che il possesso di armi nucleari da parte dell’Iran rappresenta una linea rossa da non superare anche per gli Stati Uniti.

Durante l’intervista Obama ha naturalmente anche parlato della questione palestinese, assicurando che avrebbe utilizzato la sua visita per cercare di convincere i leader israeliani e palestinesi a riconoscere la loro rispettivi e legittimi interessi. Durante la sua prossima visita che durerà tre giorni, la prima in Israele e nei Territori Palestinesi dalla sua elezione alla presidenza del 2008, Obama incontrerà sia Netanyahu che Peres, oltre naturalmente al presidente palestinese Mahmoud Abbas, a noi meglio noto come Abu Mazen.

Alla domanda sulla delicata questione del possibile rilascio della spia israeliana Jonathan Pollard, il presidente degli Stati Uniti ha detto che non ha intenzione di rilasciarlo immediatamente: «Pollard, condannato per spionaggio in favore di Israele e incarcerato negli Stati Uniti da oltre 25 anni, ha commesso un reato molto grave» ha sottolineato detto Obama. Sia Netanyahu che il presidente Shimon Peres hanno annunciato l’intenzione di discutere il destino della spia ebrea americana durante la sua visita ma Obama sembra metterere le mani avanti: «In qualità di presidente ho la facoltà di intervenire su questa questione che riguarda la giustizia americana, ma non ho intenzione di rilasciare immediatamente Jonathan Pollard».

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