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Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Monti si avvale della facoltà di non rispondere

motitwitter

In due ore su Twitter su oltre 2000 domande il professore risponde solo ad una dozzina di cittadini. Tra le poche risposte, banali ed elusive, riesce anche a prendere una clamorosa “cantonata”

«Orgogliosamente italiano, decisamente europeo». Sono di questo tenore le poche e banali risposte che il senatore a vita, con poca generosità, ha regalato ai tantissimi cittadini che hanno risposto al suo appuntamento in rete, sul celebre social network Twitter. «Lavorare sulla scuola affinché un giorno dirigenti scolastici e docenti siano orgogliosi di esserlo». Quanto ci è costato salvare la Spagna e la Grecia? «Meno di quanto ci sarebbe costato salvare l’Euro». Una sua risposta in realtà a molti è apparsa come una minaccia: «In soli 13 mesi abbiamo dimostrato quanto si potrà fare nei prossimi 5 anni». Insomma, la saga dell’ovvio. Ma anche entro il limite dei 140 caratteri imposti dal “cinquettio” Monti ha però confermato che il termine “rigore” per lui rappresenta davvero una “fissa”.

Qui non lo ha usato per i conti ma per le liste. A Laura Preite che domandava: «perché alleanza con Udc e Fli se vuole rappresentare il nuovo in politica?» Monti ha infatti risposto: «Voglio alleare la SOCIETA’ CIVILE e donne e uomini in politica scelti con rigore»

Ora ci aspettiamo di leggere sui giornali e di ascoltare nei tg che il professor Monti si è aperto al dialogo diretto e trasparente con la società civile, rispondendo a migliaia di domande dei cittadini su Twitter. Il #MontiLive sarà sicuramente trasmesso dai media ossequiosi come un successo di comunicazione e contribuirà alla crescita del consenso sul professore.

Il primo è stato il Corriere della Sera, che proprio su Twitter ha subito esclamato: «il premier risponde alle domande su Twitter: è il primo politico italiano a farlo».

In realtà si è trattato solo di una farsa. Monti ha letteralmente preso in giro le migliaia di persone che hanno risposto al suo invito. Le domande infatti sono state oltre duemila, ma le risposte, alla fine delle due ore sono state solo una dozzina. E ovviamente il professore (e il suo staff?) sono rimasti ben alla larga ed hanno meticolosamente evitato di rispondere alle domande vere, e non parliamo solo di quelle realmente scomode, che erano davvero tantissime,

Monti non ha risposto neanche a quelle più generiche e di principio, utili comunque a capire il pensiero montiano. Come la pensa Monti sui diritti civili, aborto, fine vita, procreazione assistita, coppie omosessuali e unioni di fatto, lotta alla criminalità? Nessuna risposta. Cadute nel nulla persino domande comode, come quelle che permettevano di dare un giudizio sui suoi ministri, sui risultati raggiunti dal governo tecnico, su Basilea III, sull’industria, il turismo. Nulla nemmeno sull’Imu alla Chiesa, su come operare per rilanciare la ricerca, la valorizzazione e la tutela dei beni culturali.

Figuriamoci se si poteva anche lontanamente sperare che il professore sarebbe andato a rispondere su Twitter proprio a quelle domande, chiare e precise ma scomode, che i giornalisti strapagati di tg e quotidiani nazionali evitano accuratamente di porgli.

Obama ha detto che se non si alza il tetto del debito pubblico sarà catastrofe economica mondiale. Cosa ne pensa il senatore a vita e cosa farà in Europa se continuerà ad essere il premier italiano?
Come mai l’Europa che in soli 3 anni ha dato ben 1600 miliardi di euro al sistema bancario non può sostenere politiche di sviluppo sociale per i sui popoli più poveri e in difficoltà?
Se IMU prima casa è stimata 3,8 miliardi perché aiuti di Stato per 3,9 miliardi di euro al Monte dei Paschi?

Poco dopo la sparata del Corriere della Sera ecco l’intervento di Repubblica: «Mario Monti risponde su Twitter: Legge elettorale primo provvedimento». Un articolo pubblicato online rilancia con solerzia le prime risposte del professore, ma non si accorge che proprio quella risposta che la testata riporta con enfasi nel titolo è la più grande “cantonata” presa oggi dal professore durante il #MontiLive.

Che fosse poco pratico con la tecnologia si sapeva, ma meritocrazia, capacità, efficienza ed efficacia, prima ancora di diventare virtù del Belpaese, dovrebbero qualificare lo staff del grande riformatore. Già ieri, durante quella che era stata annunciata come una “conferenza stampa”, prima di rivelarsi più semplicemente come un soliloquio di 8 minuti del professore, non solo è iniziata con 45 minuti di ritardo, ma ha dimostrato l’assoluta incapacità e inesperienza dello staff a gestire simili eventi. Una totale approssimazione, una evidente disorganizzazione che emerge non appena a curare gli eventi del professore non sono gli esperti professionisti di Palazzo Chigi, ma persone di sicura “buona volontà” anche se incapaci e disorganizzate.

Ebbene, invece di rispondere prima alle domande poste dalle ore 11.00, rispettando così il concetto “Live” dell’evento, ecco che Monti inizia a rispondere ad una domanda posta 14 ore prima da Maurizio Cescon: e«Primo consiglio dei Ministri del Monti bis: quale sarà il suo primo provvedimento? Berlusconi abolirá l’Imu, e lei?»

Non ci aspettavamo certo, che Monti parlasse di misure simili a quelle prese in Francia, che mettono mano alla riforma del sistema bancario e creano una banca pubblica per sostenere il credito a imprese e famiglie, ma nei limite dei 140 caratteri restavano nelle sue corde risposte del tipo: Riduco le tasse di un punto. Intervengo sul cuneo fiscale. Sistemo la questione degli esodati. Prendo le prime misure che favoriscano la crescita. Adotto provvedimenti in favore delle famiglie.

Macché, il professore risponde: «Una legge elettorale seria. Questa non è degna di un Paese come l’Italia»

Bocciato! Non solo perché avrebbe dovuto rispondere alle domande “Live”, ma perché la legge elettorale non dovrebbe essere materia di competenza del Consiglio dei Ministri, visto che proprio la riforma elettorale spetterebbe al Parlamento. Non solo è prassi consolidata cercare, per le leggi elettorali, una larga convergenza in Parlamento, ben oltre la semplice maggioranza, ma proprio lo stesso Monti ha sempre sostenuto e dichiarato che la legge elettorale è materia strettamente parlamentare e non governativa. Non altro che come una cantonata può quindi essere archiviata questa risposta sul primo provvedimento da emanare a Palazzo Chigi.

Ma la delusione più grande non è certo questa. L’amarezza viene dall’assistere, come dicevamo, ad un #MontiLive che si dimostra una presa per i fondelli. Le domande sono oltre duemila, le risposte le abbiamo contate e ricontate. Sono 18. Un pianto. Non solo perché sono finalizzate esclusivamente alla legittima propaganda, ma perché sono tutte all’insegna della più assoluta banalità.

Monti infatti sorvola velocemente su migliaia di domande, ma trova il tempo di rispondere ad una delle più inutili, superficiali e persino stupida: «Caro @SenatoreMonti, riesce a farcelo un sorriso almeno qui…? Non è difficile: due punti, trattino, parentesi tonda chiusa»

Monti risponde:« 🙂 … 🙂 (basta così ?). Grazie!»

Il senatore a vita non elude e trova il modo di rispondere a un paio di domande che promettono voti. Quella di Giulio Bevilacqua, una delle poche che chiaramente esprime volontà di sostenere attivamente la sua “salita in politica”: «Caro Prof. Monti. abbiamo creato su facebook il gruppo “io sostengo Mario Monti” Come possiamo appoggiare la sua campagna?».

Monti risponde:«A brevissimo su http://www.Agenda-Monti.it troverete tutte le indicazioni per aiutarci. Ne avremo bisogno!»

Come non immaginare che anche in questo caso a catturare l’attenzione non sia stata l’idea di poter raccattare qualche possibile voto? L’associazione di giovani Rena domanda: «Senatore Monti l’Italia é piena di pionieri, che hanno saputo innovare il metodo di fare le cose.C i sono pionieri nella politica? chi sono?»

Monti risponde: «Lo dico con modestia, ma in questo momento mi sento io stesso un po’ un pioniere. Venite anche voi!»

Monti lascia a bocca asciutta migliaia di cittadini, ma non tralascia di rispondere alla domanda tweettata dal TG1: «Se non dovesse avere la maggioranza, è pronto al dialogo con il vincitore, Bersani o Berlusconi?
Al tg1online Monti risponde: «Dialogo sì, con tutti, anche se avessi la maggioranza. Sostegno a governi non riformisti: NO»

Mentre stiamo ancora scrivendo, si diffonde come previsto la falsa notizia: “Monti risponde a migliaia di domande su Twitter”. Quando una informazione semplicemente onesta dovrebbe titolare “Monti: in due ore online rispondere solo a una dozzina di domande”.

Eccole le altre domande a cui ha risposto il professore durante la farsa mediatica del #MontiLive, ve le riportiamo, fatti i dovuti calcoli i tweet sono in tutto 18, ma le vere e proprie risposte sono in realtà una dozzina:

Marco Pierani: «Senatore Monti se guiderà nuovo governo cosa farà (di più) per rendere il digitale chiave di sviluppo economico e sociale per nostro Paese?

Monti risponde: «Cominceremo a pensarlo e utilizzarlo come lo strumento principale per trasparenza ed efficienza della Pubblica Amministrazione»

Manuel Callegari: «Senatore Monti quali sono, secondo lei, le prime 5 priorità per l’Italia
Anche questo è decisamente un bell’assist. Monti poteva rispondere per esempio: Taglio spesa pubblica, riduzione deficit, cuneo fiscale lavoro, ripresa e occupazione, meno burocrazia, e nel cinguettio sarebbero avanzati ancora 40 caratteri.

E invece Monti risponde: «In un tweet, solo la prima: valorizzare il ruolo delle donne. Senza questo, l’Italia non crescerà»

Dopo due ore e superati i 100mila follower Monti chiude l’operazione: «Twitter time over :'( Non vorrei fermarmi più! Ma se continuo a twittare non preparo le liste per raccogliere le firme. Grazie!».

Se dovessimo guidicare il bilancio del #MontiLive sulla qualità e la quantità delle risposte del Professore dovremmo esprimere una “rigorosa” bocciatura. Se invece puntiamo l’attenzione, come invitiamo a fare anche ai nostri lettori, sulla mole di domande intelligenti, chiare, razionali e concrete che i cittadini hanno posto oggi su Twitter, il giudizio cambia radicalmente. Navigando nell’hastag #LiveMonti infatti ci si rende conto che non sono i cittadini ad essere lontani dalla politica. Sono consapevoli, attenti, aggiornati, informati. Conoscono perfettamente i problemi, hanno le loro idee, suggerimenti e proposte anche molto diverse, ma tutte espresse con il desiderio di risolverli.

Leggendo le decine di migliaia di commenti degli utenti della rete, alle risposte e alle non risposte di Monti, lontani dalla realtà e dediti esclusivamente a giocare sul terreno della conquista del potere, risultano invece molti dei protagonisti della politica. Spiace dirlo, Monti al momento sta solo conquistando ogni giorno di più la sua inclusione in questo elenco.

Il primo banco di prova di una reale volontà di nuova politica, il professore lo dovrà superare nei prossimi giorni. Ieri ha infatti annunciato solennemente che tutte le liste che lo appoggiano dovranno sottostare alle regole che ha enunciato. Ben più rigide di quelle stabilite dalla legge. Vedremo se saprà imporre la sua volontà o se invece dovrà rimangiarsi la parola ed accettare molto più delle due deroghe per ogni lista. Aspettiamo di vedere se Casini e Fini accetteranno di escludere i parlamentari di lungo corso dalle liste UDC e FLI.

Se invece, almeno per quanto riguarda le liste dei candidati alla Camera dei Deputati, reclameranno giustamente indipendenza e libertà nella scelta, e quindi, comprensibilmente sarà il professore a dover fare marcia indietro, forse inizierà a pentirsi della sua scelta di “scendere” con grosse difficoltà in politica, piuttosto che “salire” comodamente al Colle.

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