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Missili russi alle frontiere della Nato

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Gli Stati Uniti esprimono forti preoccupazioni per il dispiegamento nell’enclave di Kaliningrad tra Polonia e Lituania

L’Europa non ha ancora reagito con forza, ma intanto ad alzare la voce sono gli Stati Uniti che esprimono forte preoccupazione per il dispiegamento di missili a corto raggio russi nell’enclave di Kaliningrad tra Polonia e Lituania.

«Abbiamo sollecitato la Russia a non compiere alcuna azione che possa destabilizzare la regione»ha dichiarato Marie Harf il vice portavoce del dipartimento di Stato che ha precisato che Washington aveva parlato direttamente con Mosca.

Il ministero della Difesa russo aveva infatti confermato ieri che Mosca ha schierato batterie di missili a corto raggio della categoria “Iskander-M” nella regione che confina con l’Unione Europea, in seguito al mancato esito dei suoi avvertimenti lanciati nel 2011 per le minacce poste dalla difesa missilistica della NATO in Europa, un progetto che prevede il dispiegamento entro il 2018 di 24 batterie di missili intercettori SM3 in Polonia e Romania, principale oggetto della contesa tra la NATO e Russia.

L’Alleanza Atlantica ha sempre presenta l’iniziativa dello scudo come una operazione intesa a proteggere i membri europei della NATO da una possibile minaccia missilistica iraniana, ma la Russia ha sempre visto questo progetto come una minaccia per la propria sicurezza nazionale.

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