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Mazowiecki: la Polonia in lutto

TadeuszMazowiecki

Tutta la Polonia è in lutto, le bandiere sono state subito abbassate a mezz’asta. Il Paese si è unito per salutare il primo capo di governo non comunista della Polonia che usciva dalla sfera svietica, l’86enne Tadeusz Mazowiecki scomparso all’alba di lunedì in un ospedale di Varsavia. «Scompare uno dei padri della libertà e dell’indipendenza polacca dopo 50 anni di comunismo» ha subito commentato in diretta alla radio il ministro degli affari esteri polacco Radoslaw Sikorski.

Mazowiecki venne nominato capo del governo polacco subito dopo le elezioni del 4 giugno 1989 vinte dall’opposizione raccolta attorno al sindacato Solidarnosc, artefice delle trasformazioni economiche e politiche in Polonia alla caduta del regime comunista.

Durante la guerra nei Balcani, Mazowiecki fu relatore delle Nazioni Unite per l’ex Jugoslavia, con una straordinaria ammissione d’impotenza si dimise da quella carica in seguito al massacro dei musulmani bosniaci da parte delle milizie serbe a Srebrenica nel luglio del 1995.

Anche il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha pianto la sua scomparsa: «Un grande polacco, un europeo convinto, una straordinaria persona di nobile carattere. Abbiamo perso un combattente per la libertà, un riformatore, un intellettuale e statista che ha contribuito a cambiare la storia della Polonia e in Europa».

Secondo l’ex presidente polacco e storico leader di Solidarnosc Lech Walesa: «Mazowiecki è stato il miglior primo ministro che abbiamo avuto finora in Polonia. Ci ha uniti nei momenti difficili degli scioperi del 1980. Era un uomo eccezionalmente onesto, una delle persone più oneste che ho incontrato sulla mia strada».

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