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Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Marcin Suder sfugge ai rapitori

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Il fotografo polacco rapito in Siria nello scorso mese di luglio è riuscito a fuggire ed è ritornato in patria

A dare l’annuncio un tweet del ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri polacco «si è trattato di un grande colpo di fortuna, è sano ed è riuscìto a fuggire da solo, ora è circondato dalla sua famiglia. Il servizio consolare della regione lo ha aiutato a tornare a casa, con un aereo del ministero della Difesa che lo ha riportato in patria dalla Turchia».

Le autorità polacche non hanno aggiunto altro non rivelando nulla circa le circostanze della sua detenzione e della fuga del fotografo. «In un primo momento è stato detenuto in una cantina buia, senza cibo. Poi gli hanno dato qualcosa da mangiare, ma non era in un centro fitness» – ha detto la madre del fotografo ad una radio privata polacca aggiungendo che – La cosa più importante è il suo morale, va tutto bene, fisicamente è solo molto dimagrito anche se il suo corpo porta le tracce della detenzione».

Il 34enne Marcin Suder era stato rapito alla fine di luglio da uomini armati durante un raid contro il centro media di Saraqeb nella provincia di Idleb, nel nord-ovest della Siria. Giornalista freelance, Suder lavorava per diverse agenzie tra le quali spicca la Corbis. Le ragioni del suo rapimento restano sconosciute anche perché nessuno ha mai rivendicato pubblicamente il suo rapimento.

Secondo Reporters Sans Frontieres attualmente sono una dozzina i giornalisti stranieri scomparsi o detenuti da rapitori in Siria. Dal marzo del 2011 almeno 37 giornalisti stranieri sono stati rapiti, mentre sono 60 i giornalisti di cittadinanza
siriani che risultano rapiti dai vari gruppi armati di opposizione mentre sono più di 200 quelli arrestati dal regime di Assad.

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