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Malgoverno spudorato fino alla fine

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L’ultimo “fattaccio” di Monti: quello che sta spacciando per un aiuto all’economia reale in realtà è l’ennesimo aiuto alle banche. Ma ora in Parlamento finalmente ci sono deputati che pensano agli interessi dei cittadini

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Ma prima di parlare dell’ultimo colpo di mano che sta cercando di sferrare con estrema spudoratezza il più pericoloso tecnocrate della storia, ripercorriamo gli episodi che hanno caratterizzato la cronaca politica odierna, che di questo fatto non ha assolutamente tenuto conto.

Quello di Franco Battiato, avvenuto non nell’aula ma comunque nella sede del Parlamento europeo in veste di assessore al Turismo della Regione Sicilia, è stato sicuramente un intervento volgare e inappropriato: «Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa. È una cosa inaccettabile». Parole che hanno immediatamente sollevato forti reazioni, tra le prime Laura Boldrini la nuova presidente della Camera: «Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un’esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari».

Inutili le successive parole di Battiato che ha cercato di aggiustare il tiro spiegando che non parlava dell’attuale Parlamento che invece stima, ma si riferiva a precedenti esperienze. La vicenda è infatti approdata nell’aula del Senato, che considerato che alla Camera aveva annunciato le sue dimissioni aveva deciso di annullare il previsto intervento di Giulio Terzi di Sant’Agata, convocando invece per domani il presidente del Consiglio Mario Monti per riferire sia sulla vicenda dei due fucilieri di marina che sulle dimissioni del suo ministro degli Affari Esteri.

Prendeva quindi la parola Alessandra Mussolini che sollecitava al presidente Pietro Grasso un suo intervento diretto sul presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta per chiedere le dimissioni di Battiato. A ruota è intervenuta anche Linda Lanzillotta, la vicepresidente del Senato di Scelta Civica, che ha manifestato il sentimento di una grave offesa rivolta alle donne rappresentate nelle istituzioni ed ha rivolto un chiaro invito a Battiato: «Sarebbe meglio che tornasse a fare il cantante».

Infine ha preso la parola il senatore del Pdl Carlo Giovanardi che ha lamentato la falsità di un servizio mandato in onda dalla trasmissione della Rai “Ultima Parola” condotta da Gianluigi Paragone nella quale un servizio intitolato “Nei panni dell’Onorevole” un attore indossati i panni di un falso deputato ha visitato e filmato incontri con commercianti, albergatori e titolari di scuole private attorno a Montecitorio e Palazzo Madama: «L’amministrazione del Senato mi ha certificato che non esistono convenzioni stipulate dal Senato della Repubblica con alberghi, farmacie, scuole private o esercizi commerciali di alcun genere che possano assicurare sconti o benefici nei confronti dei componenti dell’Assemblea di Palazzo Madama e analoga comunicazione mi è giunta dalla Camera dei Deputati». Insomma. questi privilegi dei parlamentari in realtà non esisterebbero e Giovanardi chiede al presidente del Senato di intervenire sulla Rai per avere una smentita.

Il senatore Rocco Buttiglione ha invece lamentato l’uso di macchine fotografiche in aula da parte di deputati, invitando al rispetto del regolamento che lo vieta.

E tutto questo avviene quando, contrariamente alle precise indicazioni del Quirinale che sollecitava di procedere con rapidità. Pierluigi Bersani, presidente incaricato di formare il nuovo governo ha deciso che invece occorre dedicare il tempo necessario alla questione. Ha quindi deciso di incontrare prima le cosiddette “parti sociali”, ha ritenuto che per la formazione del nuovo governo fosse utile incontrare anche lo scrittore Roberto Saviano, infine ha pubblicamente affermato di aver ritenuto utile concedere ulteriori 48 ore alle forze politiche, iniziando solo questa mattina a consultarsi con i gruppi parlamentari, gli unici in grado di assicurargli la fiducia.

Ma prima di chiudere la seduta, in aula è intervenuto il senatore del Movimento Cinque Stelle, Vito Crimi che ha sottolineato alcune questioni legate alle procedure regolamentari sulla composizione della Commissione speciale che dovrà trattare gli argomenti legati al bilancio pubblico, relativi alle recenti misure finanziare del Governo dimissionario.

Anche ascoltando attentamente l’intervento la questione sembrava solo formale. Invece abbiamo potuto salutare con estremo favore la posizione del Movimento Cinque Stelle, leggendo le considerazioni sulla questione della Commissione speciale espresse da Roberta Lombardi, la capogruppo alla Camera. Senza la loro presenza Monti avrebbe potuto ripetere quello che ha fatto più volte. Far passare nel più assoluto silenzio o comunque inosservate misure a favore delle banche.

Basta ricordare i 2,5 miliardi di euro che ha fatto restituire dal Tesoro alla banca americana Morgan Stanley a gennaio del 2012, un fatto che è divenuto di dominio pubblico solo un mese dopo e grazie alla trasparenza delle autorità americane a cui la banca ha dovuto informare del suo disimpegno sul debito pubblico italiano e poi l’arcinoto inserimento nell’ultimo decreto prima delle dimissioni che confermava i 3,9 miliardi di aiuti di Stato al Monte dei Paschi di Siena.

La deputata Lombardi, ha titolato come “Ultima porcata di fine legislatura” il suo post che solleva forti dubbi sull’operazione che sta cercando di portare a termine la tecnocrazia a trazione bancaria. Sicuramente tradisce inesperienza il fatto che parli di fine legislatura, più probabile che intendesse il “fine mandato” del Governo Monti.

Ma in Parlamento l’inesperienza non può causare davvero alcun danno, una considerazione che vale ancora di più a fronte ai clamorosi e gravissimi disastri che hanno causato i super esperti tecnici montiani. Basta pensare ad Elsa Fornero, considerata tra i massimi esperti della materia previdenziale che ha creato gli “esodati” e Giulio Terzi di Sant’Agata, non tanto perché protagonista di dimissioni definite irrituali dal presidente Giorgio Napolitano ma per la ridicola e assurda gestione del caso dei due marò.

Ma entriamo nel merito. Cosa sta cercando di fare Monti? Sta cercando di spacciare per un intervento in favore dell’economia reale un ulteriore ed evidente aiuto alle banche. Infatti la misura prevede che: «una parte dei pagamenti alle imprese confluirà immediatamente al settore creditizio, in quanto una quota del portafoglio di debiti risulta già ceduto (pro solvendo o pro soluto) alle banche. Se da un lato questo aspetto diminuisce l’impatto sul sistema economico, dall’altro contribuisce a ridurre le tensioni all’interno del sistema creditizio».

Senza la presenza in Parlamento del Movimento Cinque Stelle il giochino sarebbe sicuramente riuscito. Ieri alle 17 si è tenuta infatti la riunione dei capigruppo alla luce di tre atti da approvare in tempi brevi per scadenze di legge o per urgenza. «Visto che le commissioni non partono per problemi di poltrone – precisa la Lombardi – si deve istituire una Commissione speciale. L’atto più importante è la relazione al Parlamento del Governo sull’allentamento del vincolo di bilancio e la revisione (in negativo) dei saldi di finanza pubblica, per un futuro decreto legge che stanzi i soldi creati con nuovo debito pubblico, per i pagamenti dei crediti che le imprese vantano dalla Pubblica Amministrazione».

Insomma, non c’è davvero limite alla spudoratezza, Monti vuole continuare fino alla fine ad esercitare il malgoverno e a parte il Movimento Cinque Stelle sembra proprio che gli altri gruppi politici stiano dormendo, o comunque pensano ad altre cose. Non si può infatti nutrire alcun dubbio su questa questione. Varare una misura che destini questi 40 miliardi solo alle aziende che non hanno scontato i loro crediti in banca, non sarebbe una eresia, ma semplicemente buongoverno.

Se l’obiettivo è quello di rilanciare l’economia reale è ovvio che i soldi devono essere destinati a chi poi li può utilizzere e non per limitare le sofferenze del sistema creditizio. Le banche hanno già ricevuto abbastanza, ora dovrebbero aspettare, devono essere le ultime non le prime a ricevere altro sostegno.

«Noi ci siamo opposti. Questa questione deve venire in aula e seguire un iter normale. Chiediamo alla presidente Boldrini di istituire le Commissioni permanenti e permettere il dibattito in aula in sedute pubbliche, di modo che tutti possano capire cosa sta succedendo con i soldi dei cittadini».

Ebbene, chissà se la doccia fredda arrivata in serata da Oltreoceano serva a risvegliare gli animi: «Il sistema bancario in Italia ha mostrato significativi segnali di resistenza, ma rimane sotto la minaccia della recessione in un paese che subisce un peggioramento della sua crisi del debito pubblico. Purtroppo non sono dichiarazioni di una agenzia di rating ma parole che arrivano direttamente dal Fondo Monetario Internazionale.

Purtroppo ancora una volta la stampa nostrana è protagonista di mera disinformazione, è riuscita a presentare la cosa come un fatto positivo, mentre la stampa internazionale ha iniziato a parlare di “pericolo Italia”. Non può essere interpretato diversamente, infatti in realtà il rapporto afferma chiaramente e in maniera convinta alcune facili previsioni sull’immediato futuro del Belpaese: «Anche se è stabile, il sistema finanziario italiano non è immune ai rischi: una prolungata debolezza dell’economia reale e lo stretto legame tra il settore finanziario e il debito pubblico sono i principali rischi».

Proprio quello che questa ultima ignobile azione della tecnocrazia sta dimostrando: si trascura la debolezza dell’economia reale
per sostenere lo stretto legame tra banche e denaro pubblico. E proprio ora di dire basta e per fortuna ora in Parlamento ci sono deputati che operano negli interessi dei cittadini.

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