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L’Uruguay diventa il primo paese antiproibizionista al mondo

Uruguay

Approvato il progetto di legge che porta sotto il controllo dello Stato la coltivazione, la vendita e l’uso di cannabis

Anche se dai sondaggi più del 60% della popolazione respinge il progetto, con questo provvedimento l’Uruguay diventerà di fatto il primo Stato al mondo ad uscire dal proibizionismo per portare sotto il controllo statale e nella piena legalità la produzione, la vendita e il consumo della cannabis.

Dopo dodici ore di dibattito il Senato ha votato a favore del testo presentato dal governo, approvando il disegno di legge che se passerà al vaglio di costituzionalità, potrebbe divenire legge esecutiva entro la primavera del 2014.

Si tratta di una vera rivoluzione, una legge unica al mondo che finalmente riporta sotto il controllo dello Stato la coltivazione, la vendita e il consumo della cannabis per scopi ricreativi, superando di gran lunga le aperture e gli esperimenti in corso negli stati americani come il Colorado o Washington, andando ben oltre le norme permissive, ma per certi versi ipocrite, adottate nei Paesi Bassi e in Spagna, che autorizzano o comunque tollerano la produzione di cannabis in ambiente privato.

Oggetto di forte critiche da parte dell’opposizione, contrastata anche da alcuni operatori sanitari e farmacisti, l’idea di questa prima mondiale è stata lanciata lo scorso anno dal presidente José Mujica che vuole privare i trafficanti di droga di una significativa fonte di reddito, anche in considerazione del fatto che la lotta contro il traffico attualmente costa al paese circa 60 milioni di euro spesi inutilmente ogni anno. L’obiettivo non secondario è quello di ridurre il rischio associato al consumo di cannabis che vede i trafficanti deviare i consumatori spingendoli verso l’uso di droghe pesanti.

La legge prevede tre diversi modi per accedere al consumo della cannabis: la produzione in proprio, attraverso circoli culturali tra consumatori e l’acquisto sotto il controllo pubblico, direttamente nelle farmacie per un massimo di 40 grammi al mese. Secondo i dati delle autorità sarebbero 128mila i consumatori di cannabis in Uruguay mentre le associazioni dei consumatori li stimano in oltre 200mila.

Non possiamo che augurarci che questo esempio possa essere presto seguito anche da altri Stati, uscire dall’anti-proibizionismo non significa infatti “liberalizzare”, riportare sotto il controllo dello Stato la produzione, la vendita e il consumo rappresenta viceversa una “legalizzazione” che non potrà che avere effetti positivi rispetto alla situazione attuale che invece di regolare, consente enormi guadagni economici alla criminalità che di fatto vede i trafficanti nella piena libertà di vendere capillarmente in tutto il mondo, 24 ore al giorno e sette giorni su sette.

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