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Danni dell’alcolismo

alcoolisme

Perdita di memoria ed autostima incontrollata: il deficit cognitivo peggiora la situazione degli alcolisti che in Francia sono oltre un milione e mezzo

«Gli alcolisti spesso soffrono anche di disturbi della memoria che complicano notevolmente la loro cura, ma sono per lo più questioni reversibili grazie all’astinenza. Questo tipo di attacchi variano ampiamente da caso a caso» ha sottolineato Helene Beaunieux, un ricercatore in neuropsicologia durante un incontro-dibattito organizzato a Parigi dalle associazioni che supportano le persone in difficoltà con l’alcol.

Organizzato per il terzo anno consecutivo, questo importante evento assicura un valido aggiornamento sulle ricerche in corso e aiuta medici e assistenti a supportare al meglio i pazienti che vogliono uscire dall’alcolismo. Un fenomeno particolarmente sentito in Francia, dove gli alcol-dipendenti sono stimati in circa 1,5 milioni mentre ben 3,5 milioni di persone soffrono delle conseguenze di un consumo eccessivo.

Secondo la Beaunieux, che lavora da diversi anni allo studio sugli effetti dell’alcol sulla memoria presso l’Università di Caen, le cure ospedaliere non sono adatte per i disturbi cognitivi. «Chiedere ai pazienti di abbandonare le loro abitudini e di sviluppare una maggiore consapevolezza nel giro di 15 giorni, è semplicemente impossibile punto di vista cognitivo».

La ricercatrice francese sostiene che: «L’alcol può effettivamente avere un impatto sulla memoria a breve termine, dove per pochi minuti vengono immagazzinate e manipolate le informazioni, ma incede anche sulla memoria episodica, che consente di ricordare gli eventi vissuti in un contesto specifico». I suoi studi dimostrano che l’alcol agisce anche sulla metamemoria, che permette di conoscere e controllare il funzionamento dell’autostima, una funzione spesso compromessa negli alcolisti che tendono quindi a sovrastimarsi: «Spesso, anche se sono colpiti dal deficit di memoria episodica, i pazienti arrivano in ospedale non ancora consapevoli del loro problema».

Sulla base del lavoro svolto a Caen, la ricercatrice sottolinea che la capacità di apprendimento è quindi molto più faticosa e meno efficace rispetto ai non-alcolisti, sia per acquisire nuove conoscenze sia per apprendere o seguire nuove procedure.
«La buona notizia è che la perdita di memoria è generalmente reversibile nei pazienti che riescono ad astenersi dal bere, ad eccezione di quelli che soffrono della sindrome di Korsakoff, la forma più grave di dipendenza dall’alcol».

Un miglioramento significativo della capacità cognitive è stato osservato in 14 pazienti al termine di sei mesi dall’inizio dell’astinenza, mentre un deterioramento delle funzioni esecutive è stato osservato in 20 pazienti che avevano avuto una ricaduta.

Secondo Bertrand Nalpas, un altro celebre ricercatore francese sull’alcolismo la sfida è quella di identificare coloro che rischiano di peggiorare e di cadere in uno stato irreversibile: Ci sono delle tracce evidenti, come alcuni aspetti nutrizionali, con lesioni che sono più gravi nel caso di carenza di vitamina. Anche la suscettibilità genetica è piuttosto marcata, ma l’ambiente e la storia personale sono fattori che possono influenzare molto più dell’espressione genetica».

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