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L’Oman si oppone all’unione delle monarchie del Golfo

bin Alawi

Il sultanato è contrario alla unione delle monarchie del Consiglio di Cooperazione del Golfo proposta dall’Arabia Saudita al centro delle discussioni del vertice della prossima settimana in Kuwait

«Siamo contro l’unione dei paesi Consiglio di Cooperazione del Golfo» ha tuonato Youssef bin Alawi, ministro degli Esteri del sultanato dell’Oman, reagendo al discorso del ministro degli Affari Esteri dell’Arabia Saudita Nizar Madani, che chiamava i reami del Golfo ad unirsi per affrontare le tante sfide che deve affrontare la regione.

«Se gli altri 5 membri del gruppo hanno deciso di formare questa unione, noi non la ostacoleremo, ma semplicemente ci ritireremo dal GCC» ha sottolineato con forza il capo della diplomazia dell’Oman.

Fondato nel 1981 per affrontare la minaccia iraniana, il GCC riunisce Oman, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Qatar, sei paesi che insieme controllano il 40% delle riserve planetarie di petrolio.

L’Oman, che ha sempre caratterizzato di indipendenza la sua politica nei confronti dei partner in seno al GCC ha accolto con favore negli ultimi mesi le trattative segrete tra l’Iran e gli Stati Uniti che hanno portato alla accordo del 24 novembre sul controverso programma nucleare iraniano, accordo che invece solleva forti preoccupazioni nelle monarchie sunnite del Golfo, che vedono l’Iran sciita come una seria minaccia per la loro sicurezza.

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