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Lieberman: sugli insediamenti evoca l’Olocausto

Il ministro degli esteri israeliano accusa l’Europa di ripetere come negli anni ’30 e ’40 politiche ostili agli ebrei

Il ministro israeliano degli affari esteri, Avigdor Lieberman, riferendosi alla condanna dell’Unione europea sui progetti di nuovi insediamenti, ha risposto questa mattina accusando l’Europa di una politica ostile agli ebrei come quella degli anni che hanno preceduto la seconda guerra mondiale.

«Ancora una volta l’Europa sta ignorando la distruzione di Israele (…) come già negli anni ’30 e ’40, quando l’Europa sapeva cosa stava accadendo nei campi di concentramento e non ha agito» ha dichiarato Lieberman alla radio pubblica.

Il ministro si riferiva alle dichiarazioni dello storico leader in esilio di Hamas, Khaled Meshaal, che durante la sua prima visita a Gaza tra il 7 e il 10 dicembre, ha affermato che la liberazione della Palestina, di tutta la Palestina è un diritto, un dovere e un obiettivo, rifiutando di riconoscere l’esistenza dello Stato di Israele.

«L’Europa ha dato uno schiaffo se stessa – ha proseguito il Capo della diplomazia israeliana – Dobbiamo chiederci quale sarà il prossimo sacrificio degli ebrei. Ma a Tolosa, il terrorista prima di uccidere i bambini ebrei ha ucciso soldati francesi».

Lieberman si riferiva all’attentato in terra francese del 19 marzo, quando l’islamista radicale Mohammed Merah ha ucciso tre bambini e una insegnante in una scuola ebraica, dopo aver ucciso tre paracadutisti francesi.

«Il terrorismo attacca gli ebrei, ma vogliono colpire tutti i paesi ed i valori occidentali – ha proseguito Lieberman – Israele è solo un antipasto».

Il ministro israeliano ha anche attaccato il presidente dell’autorità palestinese: «Hamas invoca la distruzione di Israele e rifiuta di riconoscerlo, e mentre Abu Mazen sostiene questa posizione, l’Europa tace».

I ministri degli esteri dell’Unione europea lunedì avevano espresso sgomento e si erano dichiarati fortemente contrari ai piani di espansione di Israele negli insediamenti in Cisgiordania, compresa Gerusalemme est.

Reagendo alla concessione dello status di Stato membro osservatore presso le Nazioni Unite alla Palestina, Israele ha annunciato la scorsa settimana l’intenzione di espandere i suoi insediamenti, in particolare quello della zona denominata E1 che collega l’insediamento di Maale Adumim ai quartieri ebraici di Gerusalemme est. Un progetto, che se portato a termine, taglierebbe in due la Cisgiordania isolandola da Gerusalemme. Un progetto fortemente osteggiato dai palestinesi ma sul quale anche i ministri europei concordano che finirebbe per compromettere la fattibilità di un futuro Stato palestinese.

Ma le prime reazioni critiche alle dichiarazioni di Lieberman sono arrivate proprio da Israele. Il numero due del partito laburista all’opposizione, Yitzhak Herzog ha accusato infatti Lieberman di seminare paura e ansia tra gli israeliani nello stabilire un legame tra la situazione attuale e quella che portò all’Olocausto. «Le recenti iniziative di Benjamin Netanyahu sugli insediamenti prossimi a Gerusalemme rappresentano un grave pericolo – ha ammonito Herzog – rischiano di isolare Israele isolare e di indebolire Abu Mazen, mentre gratificano Hamas».

Altra voce critica quella di Zehava Galon, leader del movimento di sinistra Meretz: «Il mondo non crede al bluff Netanyahu, che fa finta di aspira alla pace mentre fa tutto per spingere Abu Mazen tra le braccia di Hamas»

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