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Liberate le Pussy Riot

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In seguito all’amnistia varata mercoledì scorso rilasciate Maria Alekhina e Nadejda Tolokonnikova

«Non credo si tratti di un gesto umanitario ma piuttosto di un’operazione di comunicazione» ha dichiarato appena liberata Maria Alekhina la 25enne del gruppo Pussy Riot condannata a due anni di reclusione per l’azione di protesta svolta nel febbraio del 2012 all’interno della Cattedrale di Mosca con la celebre “preghiera punk” contro il presidente Vladimir Putin.

«Se avessi potuto scegliere avrei rifiutato. La cosa più difficile in prigione è vedere come vengono distrutte le persone» ha denunciato la Alekhina (nella foto in alto) liberata in seguito all’amnistia approvata mercoledì scorso dal Parlamento russo.  Dopo qualche ora è arrivata anche la liberazione di Nadejda Tolokonnikova (nella foto in basso) essendo entrambe le giovani donne madri di bambini quindi graziate dall’amnistia varata la scorsa settimana.

Tutti i loro appelli erano stati finora respinti dalla giustizia russa in conseguenza del fatto che le condannate rifiutavano di riconoscere la loro colpa. La loro reclusione aveva suscitato proteste internazionale a cui avevano aderito anche molte stelle da Madonna a Paul McCartney che aveva reclamato il loro rilascio.

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