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Le elezioni israeliane

Netanyahu malgrado il forte calo resta in testa e probabilmente formerà il nuovo governo. La grande sorpresa è l’ex giornalista Yair Lapid, il suo partito diventa il secondo del paese e supera gli alleati laburisti

Il testa a testa e il probabile pareggio tra la coalizione di destra e quella di centro-sinistra in Israele è stato confermato fino alla fine. Infatti secondo i dati pubblicati questa mattina dalla Commissione elettorale centrale quando lo spoglio è arrivato al 99,5% delle schede, il premier uscente Netanyahu avrà una maggioranza davvero ristretta, uno al massimo un paio di seggi.

La coalizione formata dal Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu e dal partito Israel Beitenu dell’ex-ministro degli esteri Avigdor Lieberman dovrebbe scendere dai 42 attuali ai 31 seggi nel nuovo parlamento, mentre il partito centrista Yesh Atid, lanciato un anno fa dall’ex giornalista Yair Lapid, è la vera sorpresa elettorale, diventando la seconda formazione del Paese con 19 seggi, piazzandosi prima del partito laburista che ottenuto 15 seggi.

Tra gli altri soggetti considerati alleati naturali che permetteranno a Netanyahu, che malgrado il forte calo continua a guidare il primo partito del Paese e quindi vedrà il presidente israeliano confermargli l’incarico di formare il nuovo governo, figurano la formazione dei coloni religiosi nazionalisti guidati da Naftali Bennett, con 11 eletti, i partiti ultra-ortodossi sefarditi dello Shas anche loro con 11 eletti ed infine Ashkenazi United Torah Judaism con 7 eletti.

All’opposizione quindi il nuovo movimento centrista dell’ex ministro degli esteri Tzipi Livni, che ha centrato la campagna elettorale sul rilancio del processo di pace con i palestinesi, che ha conquistato 6 seggi, mentre a sinistra il Meretz di seggi ne porta a casa 6, i partiti arabi 12 mentre Kadima ne ottiene 2.

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