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L’Argentina condanna Menem

carlosmenem

Il Tribunale federale di Buenos Aires ha condannato l’ex presidente Carlos Menem, al potere in Argentina dal 1989 al 1999, per traffico d’armi con Ecuador e Croazia

Attualmente senatore del partito peronista al governo, l’ex presidente argentino Carlos Menem è protetto dalla immunità parlamentare fino alla fine del suo mandato che scadrà nel 2017. Per motivi di salute, non ha partecipato all’udienza alla lettura della sentenza della Corte di Cassazione. La sanzione sarà deciso in seguito da un altro tribunale. L’avvocato di Menem, Maximiliano Rusconi, ha annunciato che presenterà appello contro la sentenza.

L’ex Capo di Stato argentino è stato accusato di aver ordinato la spedizione illegale di armi per un valore di almeno 400 milioni di pesos tra il 1991 e il 1995 diretto a questi due paesi allora in guerra. Buenos Aires avrebbe quindi violato l’embargo delle Nazioni Unite sulla vendita di armi imposto durante il conflitto che ha devastato l’ex Jugoslavia nel 1990.
In totale sarebbero 6.500 le tonnellate di materiale, armi come pistole, cannoni, razzi anti-carro e munizioni, che ufficialmente sarebbero state inviate a Panama e al Venezuela, ma poi in realtà deviate. Nel 2001 Carlos Menem era stato arrestato proprio in relazione a questo caso, fu rilasciato dopo cinque mesi di carcere in seguito di una decisione della Corte Suprema. Dieci anni dopo, il 13 settembre 2011, è stato assolto in appello, quando l’accusa aveva chiesto una condanna ad otto anni di prigione. Il caso è stato infine riaperto nel 2003, dopo l’arrivo al potere di Nestor Kirchner.

Menem, 82 anni, politico peronista ultra-liberale di origine siriana, è implicato in altri casi: il primo riguarda l’aver favorito l’aggiudicazione di un appalto pubblico ad una filiale della società francese Thales, l’altro di aver ostacolato le indagini sull’attacco contro un aereo che aveva causato nel 1994 85 morti.

Nello stesso processo il suo ex ministro della Difesa Oscar Camilion è stato condannato insieme ad altri 10 imputati, tra cui Palleros Diego ex colonnello dell’esercito argentino. Durante il processo, Menem e Camilion si sono dichiarati innocenti e hanno dichiarato che non erano a conoscenza del traffico di armi verso l’Ecuador e la Croazia. L’accusa ha invece sottolineato il buon rapporto tra Menem e i leader di allora di Ecuador e Croazia, rilevabile anche da tre espliciti decreti siglati proprio da Carlos Menem. L’ex presidente ha riconosciuto di aver firmato questi decreti sostenendo però che le destinazioni indicate negli stessi erano Panama e Venezuela.

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