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L’America chiede più privacy

Cellulari & Privacy. L’America si interroga

Cellulari usati da polizia e FBI come dispositivi di tracciamento. Solo nello scorso anno sarebbero stati forniti alle autorità investigative i dati si 1,3 milioni di abbonati.

Con il pieno appoggio dell’amministrazione Obama il Congresso vuole colmare il vuoto normativo per difendere la privacy dei cittadini

 

 

Finalmente, per la prima volta, una società di telefonia mobile, ha rivelato quanti e quali dati relativi a telefoni cellulari di loro clienti siano stati consegnati a polizia, FBI e altre agenzie statali. Lo ha rivelato oggi il New York Times che parla di informazioni fornite su ben 1,3 milioni di abbonati, e questo solo nello scorso anno, precisando che l’informazione risponde ad una interrogazione presentata al Congresso degli Stati Uniti. Occorre tenere presente che molte informazioni, come per esempio i dati di localizzazione, non hanno bisogno di mandati di perquisizione o di sorveglianza e sono di libero accesso confidenziale alle autorità che stanno conducendo indagini. Questo avviene frequentemente, quando per esempio le autorità richiedono l’elenco dei telefoni presenti all’interno di una determinata “cella”. I segnali infatti vengono agganciati da cosiddette torri e permettono quindi di sapere chi si trovava in un dato momento all’interno di una determinata zona.

Nelle città, ci sono una infinità di “celle” anche molto vicine tra loro, questo permette quindi di conoscere con una certa precisione gli spostamenti di una persona che abbia il cellulare acceso.
Inoltre in alcune zone particolari, come per esempio luoghi affollati come i centri commerciali, il segnale è garantito da cosiddette “microcelle” che consentono di avere informazioni ancora più precise. Sul delicato tema della privacy era già intervenuto anche il Times, che però aveva ricevuto dall’operatore T-Mobile, uno dei vettori americani più importante, solo una generica risposta che quantificava in 191mila le richieste ricevute dalle forze dell’ordine nel 2011. Mentre su altri argomenti legati alla privacy la legge americana è rigorosissima e tutela fortemente gli individui, esiste ancora un vuoto normativo sull’utilizzo dei dati legati all’uso della telefonia mobile.

Infatti accedere alle informazioni sui movimenti e su chi si contatta è oggi decisamente più facile per la polizia rispetto all’ottenere un mandato che autorizzi le intercettazioni telefoniche. Per ottenere un mandato infatti la polizia americana come le agenzie federali devono dimostrare di avere prove consistenti che l’intercettazione porterà alla luce un crimine, e sono obbligati a fornire fatti specifici e articolati sul caso. Su questa questione diversi movimenti e attivisti affermano che la richiesta e la consultazione di dati sulla localizzazione ottenuti senza mandato violino la Costituzione, e stanno combattendo la prassi di libero accesso a queste informazioni alle fonti investigative. In sostanza l’accusa mossa agli investigatori è quella di usare i telefoni cellulari come dispositivi di tracciamento. Anche l’amministrazione Obama, attraverso il Dipartimento di Giustizia, ha dichiarato leggettime le ragionevoli aspettative di privacy dei cittadini ed il Congresso, proprio alla luce di questi dati, si appresta ad elaborare un disegno di legge che obbligherà le forze dell’ordine a richiedere ed ottenere un mandato per avere accesso ai dati delle compagnie di telefonia mobile.

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