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Quando l’asilo politico lo chiede un ambasciatore

Jacqueline-Zwambila

A pochi giorni dalla fine del suo mandato Jacqueline Zwambila non vuole rientrare in Zimbabwe e chiede asilo a Canberra

«Per me è finita, ma è finita anche per il popolo dello Zimbabwe. Dopo i brogli nelle elezioni del 31 luglio il nostro attuale governo è illegittimo. La vittoria di Mugabe è una nuvola nera, una disgrazia annunciata». Non nasconde le sue simpatie per l’ex primo ministro Tsvangirai alla guida di un governo di unità nazionale che l’ha nominata ambasciatrice dello Zimbabwe in Australia.

«Non mi sento affatto sicura all’idea di ritornare in Zimbabwe» ha dichiarato l’ambasciatrice che ha precisato di non avere intenzione di utilizzare il biglietto in classe business fornito dal suo paese per il suo ritorno in patria previsto per la prossima settimana.

L’ambasciatrice Zwambila ha già lasciato la sua residenza ufficiale e richiede la protezione dell’Australia per rimanere nel paese con la sua famiglia anche quando sarà scaduto il suo status diplomatico. Il caso è decisamente curioso ed i media australiani gli hanno dedicato molto spazio, ma Canberra non ha ancora risposto.

L’ambasciatrice ha anche dichiarato di essere minacciata di arresto da un tribunale dello Zimbabwe per un debito di diverse centinaia di dollari verso un commerciante locale. Respinge le accuse ma teme una reclusione indefinita qualora venisse rimpatriata nello Zimbabwe.

Il ministro dell’Immigrazione Scott Morrison ha dichiarato: «Il governo non commenta singoli casi, questo potrebbero pregiudicare la giusta applicazione delle leggi, o ancora peggio, mettere in pericolo le persone».

Proprio come Stati Uniti e Gran Bretagna anche l’Australia aveva messo in dubbio la trasparenza del voto spingendosi fino a chiedere lo svolgimento di nuove elezioni. L’Australia aveva anche ridotto le sanzioni contro lo Zimbabwe per favorire le elezioni libere che hanno concluso il periodo di condivisione del potere tra Robert Mugabe e Morgan Tsvangirai in seguito alla contestata vittoria di Mugabe nelle elezioni lo scorso luglio.

Ma Mugabe ha fortemente respinto le accuse di brogli e senza tante cerimonie ha ordinato ai suoi avversari di accettare la sconfitta. Al potere per 33 anni l’anziano leader 89enne ha assunto un nuovo mandato di cinque anni come capo dello Zimbabwe che da quest’anno ha una nuova Costituzione. Non ha escluso di partecipare anche alle prossime elezioni previste nel 2018 quando avrà ben 94 anni.

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