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La stampa estera parla di manifestazioni contro l’austerità

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Black bloc, No-Tav e cortei antagonisti, di questo ci hanno parlato i nostri telegiornali, ma all’estero la percezione è diversa: «decine di migliaia di manifestanti si sono radunati sabato per protestare contro le nuove misure di austerità annunciate dai governi di Italia e Portogallo»

La stampa internazionale segnala gli scontri violenti di Roma e riferisce che i manifestanti erano 70mila secondo gli organizzatori mentre secondo le autorità erano 50mila. I media internazionali non hanno però puntato l’attenzione sui Black bloc e antagonisti ma hanno dato rilievo alla presenza del corteo di quelli che hanno definito come “gli attivisti per i diritti degli immigrati” hanno parlato di manifestanti “per il diritto alla casa” oltre naturalmente a quelli che “sono in contrasto con il progetto della TAV Lione-Torino”, citando la presenza alla manifestazione dello scrittore Erri de Luca , che secondo diverse agenzie avrebbe di recente “causato scalpore decidendo di sabotare quel progetto“.

All’estero insomma si è puntata l’attenzione sul malessere che serpeggia in Italia e Portogallo a causa delle politiche di austerità dei rispettivi governi, d’accordo e in linea con le nostre testate invece le considerazioni sul clima che viene definito da assedio: «violenti scontri tra un centinaio di manifestanti mascherati con la polizia di fronte al ministero delle Finanze italiano mentre la vetrina di una filiale Unicredit è stata fracassata a colpi di pietra. Quindici le persone arrestate, due poliziotti sono rimasti feriti mentre i quasi 4000 membri delle forze di sicurezza hanno assediato la città allestendo fin dal giorno prima posti di blocco in tutte le arterie di accesso alla capitale, sequestrando catene, caschi, mazze da baseball e un coltello. Diversi negozi avevano abbassato la serracinesca per paura di incidenti».

Nessuna violenza viene invece segnalata in Portogallo per manifestazioni non meno imponenti: «tra i 50 e i 60 mila manifestanti hanno marciato sui ponti delle due città principali, Lisbona e Porto. A piedi attraverso il ponte Infante che collega le due sponde del fiume Douro a Porto mentre nella capitale portoghese, i manifestanti hanno attraversato il famoso ponte del 25 aprile , il nome della rivoluzione che ha rovesciato la dittatura di Salazar nel 1974, a bordo di circa 400 bus»

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