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La Spagna esce dalla recessione

rajoy

Una crescita dello 0,1% del PIL nel terzo trimestre segna l’uscita ufficiale dalla recessione in cui l’economia spagnola è rimasta impantanata per due anni

«La lenta uscita dalla recessione, dopo nove trimestri consecutivi di contrazione economica è caratterizzata dal contributo positivo delle esportazioni, ma l’economia resta appesantita dalla domanda interna ancora piuttosto debole» sottolinea l’ Istituto Nazionale di Statistica di Madrid.

Ma nonostante il ritorno alla crescita, la disoccupazione rimane ancora il principale aspetto negativo che grava sull’economia spagnola, con un tasso che nel terzo trimestre segna il 25,98%. Si tratta di dati significative anche se ancora provvisori in attesa di quelli definitivi che saranno pubblicati il prossimo 28 novembre.

La quarta economia della zona euro è stata duramente colpita dallo scoppio della bolla immobiliare e dall’inizio della crisi finanziaria globale. Quest’anno il governo conservatore guidato da Mariano Rajoy prevedeva un calo del PIL del 1,3 %, in lieve miglioramento rispetto al 2012 in cui era sceso dell’1.6 % mentre prevede una crescita dello 0,7 % nel 2014, mentre la Banca di Spagna e le istituzioni internazionali come il FMI e la Commissione Europea da parte loro stimano per il 2013 un calo compreso tra l’1,4% e l’1,6%.

Sempre la Banca di Spagna indica un leggero miglioramento sul fronte del mercato del lavoro, la perdita di posti di lavoro è stata la più bassa dall’inizio della crisi, anche se il tasso di disoccupazione resta ancora molto vicino al suo record negativo.

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