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La Francia mette mano alla riforma del sistema bancario

moscovici

Il ministro dell’Economia, Pierre Moscovici oggi propone al Consiglio dei ministri il suo disegno di legge per intervenire in favore dei cittadini su costi, penali, assicurazione sui mutui e sovraindebitamento

La Francia mette mano alla riforma del settore bancario. Le misure principali che il ministro dell’Economia presenterà oggi nel Consiglio dei ministri si concentrano sulla gestione delle attività a rischio, ma non mancano anche componenti sociali, per facilitare l’accesso ai servizi bancari e per combattere l’indebitamento eccessivo.

«Per le persone più povere, il costo delle penali previste per l’uso improprio e lo sconfinamento di un conto saranno limitate» ha dichiarato in una intervista il ministro dell’Economia, Pierre Moscovici, facendo notare la gravosità delle tariffe attualmente applicate per esempio quelle sugli scoperti di conto, che in media ammontano oggi ad 8 euro per ogni singola operazione, e che spesso si accumulano sul conto: «In futuro, non si dovranno più pagare diverse centinaia di euro al mese per le commissioni».

Il ministro socialista ha anche annunciato che apporterà delle migliorie ai “conti di base” di cui hanno beneficiato nel 2011 oltre 28mila francesi. Un dispositivo di legge varato nel 2006 che permette alle persone a cui viene negata l’apertura di un conto in banca di chiedere l’intervento della Banca di Francia che designa una filiale che avrà l’obbligo di fornire al cittadino i servizi di base. Una misura adottata quest’anno anche dal Governo Monti, in forma decisamente migliore, più semplice ed efficace. Infatti, alle disposizioni ha prontamente aderito l’ABI, e le principali banche hanno istituito il “Conto Base” che permette a tutti i cittadini, anche ai protestati, di aprire un conto che non prevede il rilascio di carnet di assegni e la possibilità sconfinamenti, ma consente di effettuare normalmente tutte le altre operazioni bancarie.

Dalle parole del ministro socialista, il nuovo disegno di legge francese sembra quindi dover restare meno efficace di quello approvato in Italia. Infatti questo renderà solamente obbligatorio per le banche il rilascio di un certificato di rifiuto di apertura di conto, che consentirà ai clienti di provare più facilmente alla Banca di Francia il fatto che gli sia stata negata l’apertura di un conto.

Per quanto riguarda il debito, il testo è invece molto più favorevole ai diritti del cittadino. Infatti prevede la sospensione del pagamento degli interessi di mora, dal momento in cui la Commissione per il Sovraindebitamento della Banca di Francia, a cui ogni cittadino francese in difficoltà economica può rivolgere istanza, consideri come ricevibile la richiesta. Il Governo vuole infatti semplificare le procedure e abbreviare il procedimento, eliminando l’obbligo ora previsto di passare attraverso un tentativo obbligatorio di negoziato con i creditori. Con il nuovo intervento legislativo si conta di comprimere entro i tre mesi un iter che attualmente ne impiega circa nove.

Un altro aspetto che verrà affrontato è quello delle assicurazioni legate al mutuo, un prodotto che è raddoppiato negli ultimi dieci anni, arrivando oggi a rappresentare un fatturato di 8 miliardi. Entra nel mirino del Governo la responsabilità di garantire una più ampia e libera concorrenza. Il ministro ha anche sottolineato che la riforma bancaria che entrerà in vigore nel 2013, vieterà tutta la serie di spese delegate e parallele, andando a realizzare un concreto risparmio per i cittadini che oggi per un mutuo ventennale di 150.000 € pagano circa 11.000 € solo di assicurazione.

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