Pages Navigation Menu

Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

La “figuraccia” di Ban Ki-Moon

bankimoon

Dopo aver ufficialmente invitato l’Iran alla Conferenza di Pace sulla Siria costretto alla marcia indietro

Oggi l’Onu ha ritirato il suo invito a Teheran a partecipare alla Conferenza di pace sulla Siria, la cosiddetta Ginevra II, che in realtà si svolgerà da domani nella piccola località di Montreux, famosa per ospitare il più celebre festival Jazz d’Europa.

Ma in questa occasione la musica è ben diversa. A suonarle al segretario generale delle Nazioni Unite erano stati un po’ tutti, dagli Stati Uniti alla Coalizione di opposizione siriana che aveva minacciato di boicottare i colloqui se l’Iran fosse stato presente.

A meno di 24 ore dall’annuncio dell’invito Ban Ki-Moon ha dovuto fare dietro front. A suonarle questa volta non poteva che essere Teheran: «Ci dispiace che sotto pressione il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon abbia ritirato l’invito» ha subito dichiarato il capo della diplomazia iraniana Mohammad Javad Zarif.

L’ONU ha giustificato la decisione di Ban Ki-moon per il rifiuto iraniano di sostenere un governo di transizione in Siria, come invece previsto nell’accordo di Ginevra I raggiunto il 30 giugno del 2012.

Anche in questo caso inevitabile la figuraccia: «Davvero deplorevole che il il segretario delle Nazioni Unite non abbia il coraggio di rivelare le vere ragioni per il ritiro dell’invito all’Iran di partecipare alla conferenza per cercare di trovare una soluzione politica al conflitto siriano. Sono stato chiaro durante le nostre numerose conversazioni telefoniche sul fatto che l’Iran non avrebbe accettato un prerequisito per partecipare a Ginevra II»