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La Battaglia di Parigi

“Il 17 ottobre del 1961, degli algerini che manifestavano per il diritto all´indipendenza sono rimasti uccisi da una sanguinaria repressione. La Repubblica riconosce con lucidità questi fatti. Cinquantuno anni dopo questa tragedia, rendo omaggio alla memoria delle vittime”

François Hollande

 

Con queste parole, pronunciate oggi dal presidente francese François Hollande si rompe il lungo silenzio caduto sulla drammatica giornata del 17 ottobre del 1961. Quel giorno a Parigi una pacifica manifestazione, organizzata dal Fronte di Liberazione Nazionale algerino per protestare contro il coprifuoco imposto durante la guerra in Algeria ai musulmani francesi, finì con una brutale e sanguinaria repressione. Il rapporto ufficiale, redatto all´epoca dal prefetto Maurice Papon, parlò di tre decessi causati dalla polizia per legittima difesa, mentre altre fonti testimoniarono di decine e decine di morti, molti dei quali gettati nella Senna, uccisi da colpi di arma da fuoco o con il cranio fracassato da colpi di piccone e calci di fucile. Inconsciamente nascosti dalla memoria collettiva, i fatti di sangue di questo che rappresenta uno dei capitoli più neri della storia di Francia riemerso nel 1991 grazie alla pubblicazione del libro “La bataille de Paris” dello storico Jean-Luc Einaudi, che attraverso testimonianze, ritagli di giornale e fotografie, documenta la morte di centinaia di manifestanti. Sul lavoro di Jean-Luc Einaudi ci sono state però molte polemiche e il numero dei morti è contestato da molti altri storici. L´intervento presidenziale odierno potrebbe finalmente portare all´apertura dei documenti riservati presenti nell´Archivio di Stato, negata negli anni ´90 quando Jean-Luc Einaudi fu portato in giudizio per diffamazione proprio dal prefetto Maurice Papon. Che siano state 3, 10, 50. o 200 poco cambia e senza dubbio quel giorno Parigi visse una sanguinosa e sporca battaglia che vide pacifici manifestanti devastati dalla violenza delle forze di polizia. Come dimostrano le cronache dei giornali dell’epoca (leggi l’articolo de L’Express) non solo lo spirito ma anche il comportamento dei manifestanti era decisamente ordinato e pacifico, non avevano ne bandiere, ne bastoni ne coltelli. La violenta repressione è stato del tutto irrazionale, ingiusta, smisurata, indegna di un paese civile e democratico. La polizia alle uscite della metro arrestava arbitrariamente  chiunque avesse l’aspetto di un algerino. Venivano inginocchiati per terra, costretti a tenere le mani dietro la nuca in attesa di essere caricati nei cellulari. Erano talmente tanti che per caricarli furono requisiti gli autobus pubblici e come documentano le foto dovevano tenere le mani dietro la testa anche sugli autobus in movimento. Quindi bene ha fatto Holllande che già il 17 ottobre dello scorso anno, a cinquant´anni dai fatti, aveva voluto manifestare la sua solidarietà alle famiglie delle vittime. Rincuorate dal gesto dell´Eliseo diverse centinaia di persone nel tardo pomeriggio di oggi si sono riunite di fronte alla targa commemorativa posta nel 2001 dal comune di Parigi sul Pont Saint-Michel. In Senato approderà martedì prossimo una risoluzione che tende al riconoscimento dei fatti e propone la realizzazione di un opera alla memoria delle vittime del 17 ottobre 1961.

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