Pages Navigation Menu

Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Amnistia, Giustizia e Libertà: la battaglia di Marco Pannella

marco_pannella

Al settimo giorno di sciopero della fame e della sete contro la penosa e drammatica situazione del nostro sistema carcerario. Napolitano:«Con quale senso di umanità ci si può sottrarre a un minimo sforzo per alleggerire la vergognosa realtà carceraria che macchia l’Italia?»

25 aprile 1976: Marco Pannella, dopo 15 giorni di sciopero della fame, smette anche di bere. Il 29 aprile segnerà una svolta nella politica italiana. Infatti, la diffusione attraverso un’inserzione a pagamento su “La Repubblica” dell’appello firmato da numerose personalità della politica, della scienza e del giornalismo, da Nenni a Sartre, da Bobbio a Terracini, da Levi Montalcini a Moravia, con cui si sostengono le “giuste e legittime richieste” che hanno determinato il digiuno e lo sciopero della sete di Marco Pannella, sarà un punto di svolta che contribuirà al ripristino del libero concorso di tutte le forze politiche alla formazione della volontà popolare, e porterà nelle elezioni del 20 giugo 1976 per la prima volta in Parlamento il Partito Radicale.

Impressionante è costatare come le ragioni del 1976 che videro sottoscrivere firme così prestigiose, siano con esattezza le stesse ragioni di oggi.

Allora Marco Pannella stava lottando per difendere il diritto del Partito Radicale alla propria esistenza, per affermare la politica dei diritti civili, il rispetto e la reintegrazione della legalità calpestata a tutti i livelli.

Oggi Marco Pannella, che sta rischiando la vita molto più di allora, si batte per provocare un rapido intervento che ponga immediatamente fine alla penosa e ormai drammatica situazione del nostro sistema carcerario.

«L’obiettivo è sempre quello – ha dichiarato Pannella – ottenere che lo Stato italiano interrompa la flagranza tecnicamente criminale in termini di diritto internazionale e della “ex” Costituzione italiana. Mentre continuano ad arrivare conferme dalla giurisdizione europea, abbiamo fornito lo strumento perché questo possa accadere formalmente in dieci giorni. Come episodio enorme, storico, dopo 30 anni di tradimento ed illegalità».

Infatti, appena la scorsa settimana il Parlamento Europeo ha votato a grandissima maggioranza la “Relazione sui Diritti Fondamentali nell’Unione Europea 2010 e 2011” esprimendo seria preoccupazione proprio per la situazione dei detenuti nell’Unione europea. Il testo approvato invita le altre istituzioni europee e tutti gli Stati membri a presentare proposte volte ad assicurare che i diritti dei detenuti siano rispettati e che venga promosso il loro reinserimento nella società, chiedendo inoltre l’attuazione delle richieste contenute nella sua risoluzione del 15 dicembre 2011 sulle condizioni di detenzione nell’Unione Europea e, in particolare, quelle riguardanti un’iniziativa legislativa sulle norme minime comuni di detenzione e l’attuazione di meccanismi di monitoraggio appropriati.

Pannella vuole portare fino alle estreme conseguenza la sua battaglia che si pone l’obiettivo di garantire la possibilità, ai tantissimi reclusi che ancora li conservano, di esercitare i propri diritti in vista delle prossime scadenze elettorali, oltre a ribadire con forza la necessità di un’amnistia, abbinata ad un provvedimento di indulto, per uscire subito dall’illegalità gravissima nella quale versa la giustizia italiana e la sua appendice carceraria.

L’appello di Pannella è stato raccolto anche nel discorso odierno del presidente della Repubblica: «Con quale senso di umanità ci si può sottrarre a un minimo sforzo per alleggerire la vergognosa realtà carceraria che macchia l’Italia?».

Oltre a ricevere numerosi attestati di stima, abbinati all’invito a sospendere lo sciopero della fame e della sete, dal presidente della Camera Gianfranco Fini al ministro della Giustizia Paola Severino, una grande mobilitazione è avvenuta sui social network, un vero e preoccupato popolo, allarmato dal bollettino medico.

«L’onorevole Marco Pannella, giunto al settimo giorno di digiuno totale, è stato sottoposto oggi a nuovi controlli medici e laboratoristici. Le condizioni generali sono sostanzialmente invariate: la pressione arteriosa è di 110/70 mmHg, la frequenza cardiaca di 60 battiti/minuto. Il peso odierno è di 72.900 kg, la diuresi delle ultime 24 ore è stata di 100 cc. I dati di laboratorio evidenziano un ulteriore lieve incremento della creatinina (1.68 mg/dl) e della sodiemia (148 mEq/l), con azotemia ed ematocrito immodificati. Nelle urine sono presenti elementi di sofferenza renale grave (cilindri, proteine e corpi chetonici). I sanitari hanno illustrato nuovamente al paziente i rischi elevatissimi ed imminenti di complicanze gravi, ma l’onorevole Pannella non ha accettato di sottoporsi alle terapie proposte. Anzi, nonostante il parere tassativamente contrario dei medici curanti, alle ore 17.00 l’onorevole Pannella ha deciso di lasciare la clinica. Tale decisione, che aumenta considerevolmente i rischi e riduce ulteriormente i margini per un intervento medico utile, espone anche il collegio medico a problematiche giuridiche e deontologiche assolutamente rilevanti».

Il corpo di Pannella è debole come non mai, ma il suo spirito resta indomito. Prima di abbandonare l’ospedale infatti, malgrado la forte debilitazione, Pannella ha dato vita ad un simpatico siparietto con Roberto Saviano. Il famoso scrittore campano aveva tweettato:«Rispetto lo sciopero della fame e della sete di Pannella per la legalità nelle carceri #iostoconmarco».
Pannella ha prontamente risposto: «A Robè, grazie ma io sto per il trittico indissolubile Amnistia, Diritto, Legalità per tutti e non solo per i carcerati. I carcerati lottano, soffrono, vivono loro per tutti gli altri, voialtri, noialtri e per tutto questo abbiamo pochissime ore. Bye bye».

Arriva invece da Facebook il messaggio di Vasco Rossi: «Esprimo la mia solidarietà e vicinanza a Pannella che rischia la sua vita per difendere un diritto civile (carceri troppo affollate e condizioni di vita non più umane)! Personalmente vorrei rivolgere con affetto un appello a Marco affinché lo sospenda perché le sue condizioni di salute sono davvero critiche».

Arriva solidarietà e completa condivisione della battaglia anche dalla Cisl: «Non abbiamo condiviso molte delle battaglie radicali contro il sindacato – sottolinea Raffaele Bonanni – ma un tema come quello della amnistia e dei diritti civili per i detenuti ci vede solidali e partecipi con l’iniziativa di Pannella. La questione spinosa del sovraffollamento delle carceri italiane e delle palesi disfunzioni della macchina giudiziaria, sono problemi che riguardano tutti i cittadini italiani, senza distinzione di classe o di fede politica».

In effetti la condivisione attraversa e supera gli schieramenti politici, raccogliendo per questa battaglia grande solidarietà, dall’eurodeputata del Pd Debora Serracchiani: «Il 26/12 tornerò nel carcere di Udine a portare un frammento della lotta per la dignità dei detenuti #iostoconmarco» al verde Angelo Bonelli:«Sosteniamo la battaglia di civiltà di Marco #Pannella per l’amnistia e per i diritti dei detenuti #iostoconmarco», da Nichi Vendola:«Oggi #carcere è semplicemente discarica sociale,con il silenzio assordante della politica. Dare risposte adeguate, subito #iostoconmarco» all’ex radicale, Pdl ed ora FLI Benedetto Della Vedova: «#iostoconmarco ho rinnovato oggi per il 2013 la tessera del Partito Radicale Nonviolento Trasnazionale e Transpartito e invito tutti a farlo», da Galan a Ferrero:«Marco, non esagerare che abbiamo ancora tante litigate da fare! #iostoconMarco»

Pienamente d’accordo con Pannella anche l’Unione delle camere penali, che ha invitato le istituzioni ad adottare ogni soluzione emergenziale per affrontare il degrado umano delle carceri italian: «Anche noi avvocati penalisti intendiamo indirizzare il segno della nostra solidarietà e del nostro impegno a MarcoPannella , dichiarando la disponibilità della Giunta e dei Presidenti delle Camere Penali ad accogliere le istanze che Pannella sottopone nella battaglia contro l’illegalità della condizione carceraria».

Anche i giornalisti sono della partita. Davvero a centinaia i messaggi di solidarietà come quello di Enrico Mentana: «Sia chiaro: #iostoconMarco. Come tutti mi sarò inc..ato mille volte con lui. Ma senza Pannella i diritti civili che abbiamo ce li sogneremmo» per passare ad Antonello Piroso:«Non per stucchevole/scontata solidarietà politically correct ma perché carceri/giustizia=temi doverosi #iostoconmarco».

Il presidente della Repubblica, il presidente della Camera, l’Unione delle Camere Penali, la trasversalità dei partiti politici, i giornalisti e la pubblica opinione, sembrano tutti d’accordo. Eppure nulla sembra muoversi. Emma Bonino, intervistata da Repubblica, rifiuta infatti di lanciare un appello affinché Pannella sospenda lo sciopero: «No. Non faccio nessun appello a Marco di smettere». L’unico appello da raccogliere e lanciare secondo la Bonino è infatti quello politico, rivolto alla società civile italiana ancora disposta a battersi per i valori di legalità e giustizia.

Rispondi