Pages Navigation Menu

Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Iran: Obama scopre le carte

irannuke

Il presidente americano è oggi intervenuto nuovamente sulla controversa questione definendo irrealistico il raggiungimento di un accordo che preveda lo smantellamento totale del programma nucleare iraniano

Barack Obama scopre le carte e sembra proprio che in mano non abbia carte del tutto vincenti.
«Se riuscissimo a trovare una opzione che costringa l’Iran a smantellare fino all’ultimo bullone i suoi impianti, abbandonare il suo attuale programma nucleare ed assicurarci che mai più in futuro perseguirà un programma nucleare, sbarazzandosi di tutte le sue capacità militari, la adotterei subito».

Anche se appena ieri il responsabile della difesa era in Medio Oriente per mostrare i muscoli e rassicurare gli alleati sulla presenza della forza americana nella regione, Obama toglie ogni speranza ai falchi: «Voglio far capire a tutti che questa opzione non è possibile e quindi dobbiamo fare in modo di trovare l’opzione migliore per garantire che l’Iran non sviluppi l’arma nucleare»

Il presidente degli Stati Uniti si è espresso in maniera inequivocabile: «Si può immaginare un mondo ideale in cui l’Iran distrugga tutte le infrastrutture, ma penso che dobbiamo essere più realistici».

L’Iran ha resistito alle sanzioni e quello che ora è rimasto sul tavolo è tutt’altro che una resa della teocrazia iraniana:
«Consideriamo un accordo globale che definisca vincoli eccezionali, meccanismi di ispezione e di verifica, ma permettere all’Iran di avere un programma nucleare pacifico con limitate opportunità per Teheran di arricchire l’uranio solo per scopi civili e sotto il controllo di osservatori esterni».

Anche se Obama cerca comunque di rassicurare: «Questo scenario non permetterebbe a Teheran di avere un’infrastruttura solida con centrifughe abbastanza potenti per arricchire l’uranio per scopi militari».

Obama ha ancora una volta sottolineato che l’accordo provvisorio raggiunto il mese scorso a Ginevra tra l’Iran e le grandi potenze non ha riconosciuto a Teheran il diritto di arricchire l’uranio, nonostante le interpretazioni degli alti funzionari iraniani.

«Ora, ascoltiamo argomentazioni – come quelle del premier israeliano Benjamin Netanyahu (ndr) – che sostengono che possiamo non accettare alcun arricchimento di uranio sul suolo iraniano, ma questo tipo di argomentazioni appartengono ad un mondo ideale e non sono nella realtà fattibili».

Insomma, la Casa Bianca di fatto riconosce a Teheran il diritto di aspirare al ruolo di potenza nucleare e quindi il presidente degli Stati Uniti ha stimato in circa il 50% le probabilità di raggiungere un accordo. In occasione dello stesso forum presso la Brookings Institution è intervenuto anche il Segretario di Stato, John Kerry, appena rientrato da Israele, dove ha intensificato gli sforzi per convincere gli israeliani che l’accordo con Teheran è un buon affare.

Ma l’amministrazione Obama dovrà anche combattere lo scetticismo del Congresso degli Stati Uniti che infatti sta preparando nuove sanzioni contro l’Iran. La questione è quindi tutt’altro che risolta, ma senza dubbio queste precisazioni di Obama rappresentano il riconoscimento delle posizioni di Teheran che potrà ora cantare vittoria, risultando altrettanto netta la sconfitta delle posizioni di Tel Aviv e delle monarchie del Golfo, che dovranno rassegnarsi alla rinnovata e crescente influenza dell’Iran che diventa di fatto e concretamente una nuova potenza nucleare nella regione.

Rispondi