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Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

In Svizzera la Benetton sotto accusa

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Fondazione elvetica per la protezione dei consumatori accusa la casa di moda italiana: sui saldi clienti ingannati

Che qualcuno durante i saldi faccia il furbo, aumentando il prezzo originario per ingannare sullo sconto non è certo una notizia, ma in questo caso sorprende per due motivi. Il primo perché avviene in Svizzera. Il secondo perché a condurre questa pratica truffaldina sono i negozi di un colosso internazionale della moda.

Infatti, secondo la SKS, la Fondazione elvetica per la protezione dei consumatori, i negozi della Benetton in Svizzera praticano una politica dei prezzi ingannevole nel periodo di saldi. Nei punti vendita della famosa casa di moda per far figurare sconti superiori a quelli reali verrebbero infatti incollati sui cartellini originali etichette con un prezzo maggiorato.

La direttrice della SKS, Sara Stalder, ha dichiarato che in seguito a numerosi reclami ricevuti la Fondazione ha verificato la condotta dei negozi Benetton presso cinque filiali nella Svizzera tedesca, ed ha quindi accertato che le lamentele dei consumatori erano giustificate ed è arrivata ad affermare che: «Si tratta di un inganno».

La Fondazione ha quindi invitato la Benetton ad astenersi da tali pratiche, ma l’azienda italiana ha risposto addossando la responsabilità ai singoli gestori dei negozi che operano in assoluta indipendenza. Se giuridicamente questo senza dubbio può corrispondere a verità, resta il fatto che visto che questi negozianti, dalle insegne all’arredamento e nei prodotti che vendono, rappresentano direttamente ed inequivocabilmente la Benetton, sarebbe compito della casa madre quello di sorvegliare e scoraggiare questo tipo di operazioni.

Trascurare un aspetto così importante è un grave errore e non gioverà certo all’immagine della Benetton. Certamente nessun quotidiano italiano rischierà di perdere preziosa pubblicità e quindi la notizia sarà del tutto omessa. Ma nei Paesi in cui la stampa è libera ed al servizio del pubblico interesse, la Benetton dovrà aumentare e di parecchio i suoi investimenti pubblicitari per recuperare l’immagine gravemente macchiata da questa inutile “gaffe”.

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