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In Arabia Saudita riprendono le esecuzioni

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Decapitati due cittadini pakistani condannati a morte per traffico di droga

Come annunciato dal Ministero degli Interni di Riyadh sono le prime esecuzioni dell’anno ed hanno colpito Abrar Hussein Nizar, condannato per aver tentato di introdurre eroina nel paese e giustiziato oggi sulla costa occidentale del regno a Jeddah, mentre l’altro giustiziato si chiamava Zahid Khan Barakat condannato per lo stesso motivo che è stato però decapitato a Qatif nella parte orientale dell’Arabia Saudita.

Anche l’uomo giustiziato il 31 dicembre era di cittadinanza pachistana ed era anche lui stato condannato per traffico di droga, l’ultimo dei 78 condannati a morte giustiziati in Arabia Saudita nel 2013.

Uno in meno che nell’anno precedente, infatti nel 2012 erano stati 79, dati che secondo Amnesty International, rendono l’Arabia Saudita uno dei paesi paesi al mondo ad eseguire il maggior numero di esecuzioni capitali.

Stupro, omicidio, rapina a mano armata, traffico di droga ma anche l’apostasia sono punibili con la morte nel regno che applica rigidamente la legge islamica, la sharia.

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