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Il Senato degli Stati Uniti boccia l’intelligence: No alla tortura!

La Commissione d’inchiesta ha analizzato 6000 casi e condanna considerandolo illegittimo l’utilizzo di tecniche di tortura negli interrogatori della CIA

Una commissione del Senato americano ha stabilito la scorsa settimana che l’uso delle “tecniche di interrogatorio violente” è stato un “terribile errore”. Le conclusioni della relazione restano tuttavia riservate e dovranno prima essere prese in considerazione dall’amministrazione Obama, che valuterà il loro eventuale declassamento dalla attuale condizione di segretezza, e quindi renderle pubbliche tra qualche mese.

«Sono fermamente convinta che la creazione e l’impiego a lungo termine di siti oscuri e di tecniche di interrogatorio così “muscolose” siano illegittime» ha dichiarato Dianne Feinstein, presidente del Committee on Intelligence, al termine di una riunione a porte chiuse in cui è comunque trapelato che la maggioranza della Commissione si è manifestata d’accordo sulla condanna. La Senatrice democratico ha anche espresso una considerazione personale, che ha comunque elaborato sulla base delle risultanze dell’indagine, quella che l’uso di certe tecniche, come quella in particolare del “waterboarding” non hanno portato a informazioni che abbiamo contribuito nel localizzare Osama Bin Laden, ucciso in Pakistan nel 2011.

La cosiddetta “tortura dell’acqua” è una forma di annegamento controllato. Consiste nell’immobilizzare un individuo in modo che i piedi si trovino più in alto della testa, l’acqua invade quindi le vie respiratorie e induce il riflesso faringeo. Il soggetto non può in alcun modo controllare il flusso dell’acqua, né interromperlo o sottrarvisi, e quindi si trova nella condizione fisica e psichica di morte imminente.

Oltre sei milioni di pagine di documenti della CIA e di altre agenzie di intelligence sono stati esaminati dalla commissione, rendendo questa inchiesta come una delle attività di vigilanza tra le più importanti nella storia degli Stati Uniti.

Dopo tre anni e mezzo di indagini, i membri della commissione hanno approvato, con nove voti a favore e sei contrari, la loro relazione conclusiva, nella quale hanno esaminato quai 6000 casi di persone incarcerate dalla CIA. «Abbiamo studiato le condizioni in cui erano detenuti, come venivano interrogati, le informazioni che hanno effettivamente rivelato» ha precisato la Feinstein.

Con una sola eccezione, tutti i membri repubblicani hanno votato contro, un fatto che dimostra la forte polemica che persiste sulla discussione attorno a questo tipo di interrogatori. Anche se il repubblicano John McCain, candidato sconfitto da Obama nella corsa presidenziale del 2008, è di fatto uno dei più forti oppositori della tortura, ed ha chiesto con veemenza in più occasioni la pubblicazione delle indagini «in modo che tutti gli americani possono giudicare con cognizione di causa e trarre il loro bilancio»

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