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Il nucleare torna al centro dell’attenzione

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Washington proporrà la riduzione di un terzo delle testate, Mosca chiede di alleggerire le sanzioni contro l’Iran che ora sarebbe pronto a sospendere il suo programma mentre Kim Jong-un regala il libro di Hitler ai vertici del regime comunista

Arrivato a Berlino martedì sera proveniente dal vertice del G8 in Irlanda del Nord, dove ha incontrato ufficialmente per la prima volta anche Enrico Letta il nostro nuovo e giovane premier, il presidente americano Barack Obama dovrebbe pronunciare oggi un discorso molto importante alla Porta di Brandeburgo.

Infatti mentre nel tête-à-tête con la cancelliera Angela Merkel proseguirà la discussione dei temi affrontati al G8, come disoccupazione e lotta all’evasione, secondo indiscrezioni diplomatiche il presidente degli Stati Uniti proporrà nel suo discorso a Berlino che gli Stati Uniti e la Russia riducano di un terzo la loro dotazione di armi nucleari strategiche. Secondo un funzionario del Dipartimento di Stato Obama richiederà anche una riduzione delle armi nucleari tattiche presenti in Europa.

Queste importanti proposte saranno accompagnate dall’impegno americano a partecipare ad un vertice sulla sicurezza nucleare a L’Aia il prossimo anno e di organizzare un vertice simile nell’ultimo anno della sua presidenza nel 2016.

Alcuni giornali riportano di accesi contrasti al G8 tra Obama e Putin sulla questione siriana, la mossa del presidente americano tende quindi a riprendere l’iniziativa politica sostenendo che gli Stati Uniti ed i suoi alleati sono in grado di mantenere un deterrente nucleare credibile, anche riducendo di un terzo le loro testate nucleari strategiche.

«Cercheremo di negoziare queste riduzioni con la Russia e di continuare a superare le posizioni che avevano prevalso durante la Guerra Fredda» ha sottolineato un diplomatico americano che ha voluto mantenere l’anonimato.

Secondo la stessa fonte, il presidente americano avrebbe fissato l’obiettivo nel ridurre gli arsenali nucleari in Europa con l’impegno a lavorare con gli alleati della Nato per fare proposte che possono essere raggiunte con l’appoggio della Russia. La questione della Siria resta aperta, la Russia è nettamente contraria a togliere l’embargo, posizione su cui sembra convergere anche il nostro ministro degli Esteri, Emma Bonino, che segnala il rischio di una escalation.

Ma se la Casa Bianca tenta di riprendere l’iniziativa al Cremlino non restano certo con le mani in mano. Anche Mosca ha infatti lasciato trapelare importanti indiscrezioni. Riguardano l’Iran: con la nuova presidenza a Teheran sarebbero pronti a sospendere i programmi sull’arricchimento dell’uranio al 20%.

Mosca ieri ha invitato l’Occidente ad alleggerire le sanzioni: «per la prima volta da anni, sono emersi segnali incoraggianti per risolvere il problema sul programma nucleare iraniano» ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che ha aggiunto: «è necessario stabilire al più presto, la data e il luogo della prossima riunione del gruppo Iran 5+1».

Durante l’ultima riunione ad Almaty, il capo dei negoziatori iraniani, Saeed Jalili, aveva sottolineato che il diritto di arricchire l’uranio fosse un diritto inalienabile del popolo iraniano, ma aveva osservato che questa posizione poteva anche cambiare qualora le grandi potenze si guadagnassero la fiducia degli iraniani.

Durante il G8 in Irlanda del Nord, il presidente americano dopo un incontro con Vladimir Putin aveva sottolineato come Washington e Mosca erano cautamente ottimisti circa la questione del nucleare iraniano dopo la recente elezione di Hassan Rohani, un religioso moderato che ha promesso durante la sua campagna elettorale una maggiore flessibilità nel dialogo con l’Occidente.

Tuttavia, secondo molti analisti la vittoria di Rohani nelle elezioni presidenziali, in realtà non dovrebbe segnare una rottura nella politica della Repubblica islamica, infatti i temi strategici come l’energia nucleare e le relazioni internazionali restano sotto la diretta autorità della Guida Suprema Ali Khamenei, il numero uno della teocrazia iraniana.

Dopo essere stato per giorni al centro dell’attenzione mondiale per aver minacciato una guerra termo-nucleare, il leader nordcoreano Kim Jong-un si è invece conquistato le prime pagine dei giornali internazionale per aver offerto ai vertici dell’apparato del regime comunista delle copie di “Mein Kampf”, il pamphlet scritto da Adolf Hitler. Il numero uno di Pyongyang avrebbe incoraggiando i suoi funzionari ad ispirarsi a quelle pagine, facendo riferimento al ruolo dello sport nel processo di unificazione del popolo tedesco attorno al progetto nazista avrebbe incoraggiato i nordcoreani di allenarsi fisicamente.

A rivelarlo sarebbe stato un ufficiale della Corea del Nord di stanza in Cina, l’articolo rivela che si sarebbe trattato di un omaggio in occasione del suo compleanno in gennaio, ed è stato subito ripreso dai principali quotidiani della Corea del Sud e rilanciato oggi dalle testate internazionali. Ma Pyongyang ha negato categoricamente il fatto, minacciando una “rappresaglia senza pietà” per gli autori dell’articolo.

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